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IL CASO

Caso Cortina, ultimatum: via dai container, si torna a Fiames

Caso Cortina, ultimatum: via dai container, si torna a Fiames
Scade oggi l'ultimatum del Comune di Cortina agli unici Veterinari della zona: "Via dai container di Socus". Erano stati assegnati dopo la demolizione dell'ambulatorio per le Olimpiadi.

Il Comune di Cortina sfratta i Veterinari anche dai container. Le attività di cura, sacrificate alla cabinovia delle Olimpiadi Milano-Cortina, non hanno mai trovato un alloggio stabile dopo la demolizione, lo scorso inverno, dell'ambulatorio veterinario che assisteva gli animali e i proprietari della zona. 

Oggi, 20 ottobre, scade l'ultimatum dell'Amministrazione ai Veterinari Fabio Frison e Alessandro Siorpaes che, da mesi, esercitano in condizioni precarie nei container in località Socus (foto).  La diffida, datata 8 ottobre, intima i professionisti di liberare l'ambulatorio provvisorio e di tornare a Fiames. Ma la sede è ancora in fase di allestimento - secondo il Corriere delle Alpi- e resta lo scontro sul progetto di riqualificazione.

Rimpallo di competenze- Del caso si era interessata l'Anmvi ed era stata presentata anche una interrogazione parlamentare dall'On Luana Zanella (AVS). Il Sottosegretario Marcello Gemmato aveva risposto in che la  la competenza sul caso è regionale. Alle rimostranze dell'Anmvi- a cui l'Amministrazione di Cortina non ha mai risposto- aveva dato seguito la Regione Veneto, con argomentazioni elusive e inconsistenti, ribalzando ogni competenza. Gli accordi con il Comune per una soluzione stabile dopo la demolizione dell'ambulatorio- erano stati al centro di un contenzioso al TAR Veneto che aveva visto soccombente l'amministrazione comunale di Cortina. Nonostante l'attenzione mediatica conquistata dalle proteste degli Ampezzani, non è mai stata assicurata una soluzione immobiliare all'attività veterinaria.

Cabinovia sotto inchiesta- La demolizione dell'ambulatorio era stata motivata con l'esigenza di assicurare una cabinovia ai Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026. L'infrastruttura è finita nel mirino della Procura di Belluno e della Corte dei Conti.

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