Dal 1 gennaio 2027 la fatturazione dei Medici Veterinari liberi professionisti dovrà applicare il nuovo contributo integrativo del 3%. Lo prevede la tabella di marcia della "sostenibilità a 50 anni", introdotta nel 2012 dalla Riforma Fornero. ll Presidente di ENPAV, Oscar Gandola, presenta e spiega ai Medici Veterinari il nuovo contributo integrativo. Prima informativa agli iscritti, liberi professionisti e dipendenti pubblici.
L'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Veterinaria - fra le poche casse rimaste a non aumentare l'aliquota- dal prossimo anno adotta il contributo integrativo al 3 per cento.
L'odierno comunicato di presidenza annuncia l'adozione della misura, spiegandone gli effetti e contestualizzandola nel quadro della sostenibilità previdenziale.
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ENPAV è finora rimasta tra le poche Casse con un’aliquota del 2 per cento, mentre nella maggioranza degli altri Enti di previdenza professionale è già pari al 4 per cento e, in diversi casi, al 5 per cento- evidenzia il Presidente
Oscar Enrico Gandola. L'aumento, non più rinviabile, è previsto dalla Riforma Fornero.
Il comunicato di presidenza invita i liberi professionisti a verificare per tempo che dal 1° gennaio 2027, il proprio sistema di fatturazione applichi correttamente il nuovo contributo integrativo del 3% e calcoli l’IVA sulla base imponibile comprensiva del contributo.
Sostenibilità e assistenza- Il nuovo contributo integrativo è un tema "
delicato e con diversi riflessi sulla professione"- spiega il Presidente .
"Il contributo integrativo non serve soltanto a garantire la solidità del sistema previdenziale"- aggiunge Gandola.
"Una parte importante di queste risorse permette a ENPAV di sostenere e sviluppare le misure di welfare destinate agli iscritti, offrendo assistenza e tutela nei momenti di maggiore bisogno e nelle diverse fasi della vita professionale e personale".Fatturazione e IVA- L’IVA continuerà ad essere calcolata sulla base imponibile comprensiva del contributo. Poiché il contributo addebitato al cliente concorre alla base imponibile IVA, la correttaIl contributo addebitato al cliente concorre alla base imponibile IVA. La corretta applicazione dell’aliquota è necessaria anche per determinare l’imposta e l’importo complessivo della fattura. L’adeguamento dell’aliquota non modifica il principio della rivalsa del contributo integrativo nei confronti del cliente.
I Veterinari dipendenti - Per gli iscritti che non svolgono attività libero-professionale veterinaria e non possono esercitare la rivalsa è prevista una disciplina specifica. In presenza dei requisiti richiesti, l’aumento dell’aliquota non si applicherà al calcolo del contributo integrativo minimo.
Per tali iscritti, il contributo integrativo minimo continuerà ad essere calcolato con l’aliquota del 2%, anche quando quella ordinaria salirà al 3% nel 2027 e al 4% nel 2030.
La misura non sarà automatica: gli interessati dovranno presentare ogni anno un’apposita autocertificazione sul possesso dei requisiti, secondo le modalità indicate da ENPAV.
Indicazioni operative agli iscritti- L'ENPAV invierà una informativa dedicata ai liberi professionisti, per consentire il tempestivo adeguamento dei sistemi di fatturazione, e a tutti gli iscritti interessati dalla disciplina specifica, per chiarire requisiti e adempimenti.
L’informativa sarà riproposta e progressivamente intensificata nel tempo attraverso i diversi canali di comunicazione dell’Ente
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La tabella di marcia della Riforma Fornero- L’incremento dell’aliquota del contributo integrativo si inserisce nella
riforma avviata nel 2012, in seguito allo
stress test richiesto dall’allora Ministro del Lavoro
Elsa Fornero alle Casse di previdenza professionali. ENPAV, al pari degli altri Enti, fu chiamato a verificare la sostenibilità del proprio sistema nel lungo periodo e ad adottare misure idonee a garantirne l’equilibrio a 50 anni. Tra gli interventi previsti vi era l’aumento graduale del contributo integrativo: dal 2 per cento al 3 per cento nel 2027 e al 4 per cento dal 2030.