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DECRETO DI RIORDINO

Biologi, Fnovi: scongiurate sovrapposizioni di competenze

Biologi, Fnovi: scongiurate sovrapposizioni di competenze

Varato il regolamento di riordino della professione di biologo: le attività dovranno rispettare le competenze attribuite dalla normativa alle altre professioni.

«Riconoscere e tutelare le specificità professionali significa valorizzare le competenze scientifiche e garantire prestazioni qualificate, nell’interesse della collettività». E' il commento del  residente della FNOVI, Gaetano Penocchio, dopo l'approvazione finale nel nuovo regolamento della professione di biologo. Il testo, licenziato in via definitiva da Palazzo Chigi, è stato presentato dal ministro dell’Università, Anna Maria Bernini, aggiornando l'ordinamento con l'introduzione della laurea abilitante, una disciplina dei tirocini e una ricognizione delle attività. 

La formulazione finale recepisce i pareri del Consiglio di Stato, del Consiglio Superiore di Sanità e delle Commissioni parlamentari. Recepisce anche i contributi esterni portati, fra gli altri dalla Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani che ora afferma: "La corretta applicazione del regolamento sarà determinante per tradurre questi principi in prassi coerenti con il quadro normativo".

La FNOVI ha seguito l’iter del provvedimento e contribuito al confronto con osservazioni tecniche, proposte di modifica e approfondimenti giuridici. Le principali Federazioni nazionali degli Ordini delle professioni sanitarie e tecniche avevano ravvisato una pericolosa confusione delle responsabilità professionali, derivante dalla sovrapposizione di competenze in vari ambiti tra cui la nutrizione, l'igiene e la sicurezza degli alimenti.

Collaborazione e ruoli distinti -Tra i passaggi più rilevanti del testo finale figura la riformulazione del comma 3 dell’articolo 31: "l’elenco delle attività dei biologi ha valore ricognitivo delle mansioni già riconosciute e deve essere letto nell’ambito delle competenze proprie della disciplina biologica, senza pregiudicare quelle riservate dalla legge alle altre professioni".

Il principio riguarda da vicino anche la professione veterinaria, impegnata nella tutela della salute animale, nella sanità pubblica veterinaria, nella sicurezza alimentare e nella prevenzione dei rischi lungo la filiera agroalimentare. La collaborazione tra professioni resta essenziale, ma deve fondarsi sul riconoscimento di qualificazioni, responsabilità e attribuzioni specifiche.

 

Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 192 | www.governo.it