Il microchip del cane è intestato alla sua compagna, ma è lui a pagare le cure. Chi può detrarre le spese veterinarie? "Il diritto alla detrazione spetta al soggetto che ha effettivamente sostenuto la spesa". L'Agenzia delle Entrate ribadisce la titolarità alla detrazione d'imposta, nella risposta pubblicata ieri sul proprio sito. La regola fiscale era stata chiarita con una circolare del 2023 che distingue nettamente fra il diritto al rimborso fiscale e intestazione del microchip. La detrazione, infatti, opera a favore di chi sostiene la spesa veterinaria "indipendentemente dal fatto che sia o meno proprietario dell’animale".
Basta la fattura del Veterinario- Ai fini della fruizione della detrazione- prosegue l'Agenzia- è sufficiente essere in possesso della documentazione comprovante le spese sostenute, riferita alle prestazioni professionali erogate dal medico veterinario. Attraverso il Sistema Tessera Sanitaria, i dati fiscali della spesa veterinaria trasmessi dal professionista, vengono valorizzati in automatico sul 730 telematico dell'avente diritto.
Beneficio netto di 80 euro- La precisazione è presente anche nelle istruzioni del Modello 730, tramite il quale si presentano alla detrazione le spese sostenute per la cura di animali legalmente detenuti per compagnia o per pratica sportiva. La detrazione- nella percentuale del 19%- spetta fino a un massimo di 550 euro di spesa (cure veterinari e medicinali veterinari), ma limitatamente alla parte che eccede 129,11 euro. A conti fatti, su una spesa annua di 550 euro, la detrazione del 19 per cento sarà calcolata su un importo di 420, 89 euro e il beneficio fiscale netto sarà di 79,9 euro.