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suino e veterinarioNegli allevamenti dotati di veterinario aziendale saranno questi ultimi a compilare la check-list per la biosicurezza nei suini.


La verifica dei livelli di applicazione delle misure di biosicurezza è uno degli ambiti del Piano nazionale di sorveglianza e prevenzione della Peste Suina Africana (PSA) trasmesso oggi dal Ministero della Salute ai Servizi Veterinari regionali. La nota ministeriale rimanda alla check-list del sistema Classyfarm, che si basa sui criteri minimi di biosicurezza contenuti nello stesso Piano PSA.

Check list solo a scopo di rilevazione- Per il 2020, primo anno di applicazione del Piano nazionale di sorveglianza e di prevenzione della PSA, la verifica dei livelli di biosicurezza "ha carattere esclusivamente di rilevazione"- precisa la Direzione Generale della Sanità Animale (DGSAF), con lo scopo di ottenere "una visione generale delle condizioni di biosicurezza degli allevamenti suinicoli italiani". Pertanto, la Direzione ministeriale invita i Servizi Veterinari "ad adottare -nell’eseguire i controlli in loco- un approccio proporzionale al rischio e correlato alla situazione territoriale esistente".
Nel raccomandare "caldamente" di attenersi a quanto previsto nella check-list, il Ministero invita anche "a porre in essere quanto necessario al fine della più completa e corretta registrazione dei dati nel sistema Classyfarm".

Veterinario Aziendale- Per quanto attiene gli allevamenti dotati di Veterinario Aziendale saranno questi ultimi a compilare l’apposita check-list ugualmente reperibile nel sistema Classyfarm. Il Veterinario Aziendale procederà a verificare il livello di biosicurezza delle aziende utilizzando il sistema informativo Classyfarm. Le Regioni provvederanno a verificare i dati inseriti tramite il campionamento di un numero rappresentativo di aziende suine, stratificato secondo la prevalenza delle categorie aziendali nazionali, utilizzando la check list disponibile in Classyfarm.

Tre categorie di aziende suinicole- Conoscere i livelli di biosicurezza adottati dalle aziende suine consente un efficace controllo del territorio, sia in caso di prevenzione che in caso di emergenza. A questo scopo, il Piano PSA distingue  le aziende suinicole -sulla base del rischio - in tre categorie:
1. aziende non commerciali o familiari: i suini sono tenuti solo per la fase di ingrasso e sono destinati all’autoconsumo; né gli animali vivi né i prodotti suini vengono movimentati all’esterno dell’azienda.
2. aziende commerciali (aziende da riproduzione e azienda da ingrasso):aziende che movimentano suini da vita e da macello e trasportano i prodotti suini al di fuori dell’azienda.
3. aziende allo stato brado o semi-brado: detengono i suini all’aperto in modo temporaneo o permanente

Il Piano PSA dettaglia i criteri minimi di biosicurezza per le aziende suinicole non commerciali, i criteri di biosicurezza per le aziende suinicole commerciali e i criteri minimi di biosicurezza per le aziende allo stato brado o semi-brado

Check-list biosicurezza suini del sistema Classyfarm
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