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ANALISI GENETICA

H5N1 in Italia, il Ministero: nessun adattamento ai mammiferi

H5N1 in Italia, il Ministero: nessun adattamento ai mammiferi
L’Influenza aviaria continua a manifestarsi in diversi Paesi europei e nel mondo. Il punto della situazione in Italia: epidemiologia e precauzioni.
Tutti i virus identificati sul territorio italiano fin ora analizzati appartengono al nuovo subcluster del genotipo EA-2024-DI.2 (denominato EA-2024-DI.2.1) e raggruppano per tutti i geni con i virus identificati in Italia e in Europa da metà Settembre 2025. L’analisi genetica non ha rilevato per il momento nuove mutazioni correlate all’adattamento al mammifero. 

A dirlo è il Ministero della Salute che pubblica, oggi, un aggiornamento sulla diffusione in Italia dell'Influenza Aviaria ad Alta Patogenicità. L'aggiornamento riporta le più recenti valutazioni sull'andamento epidemiologico e sulle misure adottate nel nostro Paese.

ZUR Verona e Mantova- L’Unità di Crisi Centrale del Ministero della salute ha definito e mantenuto una ZUR (Zona di Ulteriore Restrizione) nelle province di Verona e Mantova in quanto zone ad elevata densità di allevamenti avicoli.

Ripopolamento negli allevamenti- Tenuto conto che l’Influenza aviaria si ripresenta oramai con frequenza annuale, il Ministero della salute adotta ogni anno all’inizio della fase migratoria (inizi di settembre) misure preventive quali il divieto di allevamento all’aperto del pollame o chiusura di fiere e mercati. Si sta provvedendo inoltre a razionalizzare a fini preventivi le modalità di ripopolamento negli allevamenti delle specie più sensibili alla malattia, quali i tacchini, per ridurre il rischio di diffusione tra stabilimenti.

Biosicurezza- Gli allevatori vengono inoltre richiamati ad adottare in maniera continuativa le misure di biosicurezza per evitare l’introduzione del virus dall’ambiente.

Il contesto europeo- Il virus responsabile di focolai negli uccelli selvatici e negli allevamenti intensivi è sempre il sottotipo H5N1 da anni circolante a livello globale anche se in diverse forme genetiche causate dalle continue mutazioni a cui è soggetto. H5N1 dimostra inoltre, rispetto ad altri virus aviari, una notevole capacità di infettare mammiferi selvatici terrestri e acquatici ma anche domestici.
Questo virus ha inoltre allargato il range di infettività nei confronti degli uccelli selvatici: i dati provenienti dalla sorveglianza attuata in Europa dimostrano che tra il 6 settembre e il 14 novembre 2025 sono state segnalate 1.443 rilevazioni di virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità negli uccelli selvatici in 26 Paesi europei. Il 99% di queste è attribuibile a H5N1, un numero quattro volte superiore rispetto allo stesso periodo del 2024.
Tale situazione determina un elevato livello di contaminazione ambientale del virus che rappresenta la causa principale di ingresso della malattia negli allevamenti intensivi.

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