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wtoL'Organizzazione mondiale del commercio :le transazioni commerciali internazionali non sono associabili alla pandemia e alla diffusione di malattie animali.


Deciso intervento del World Trade Organization (WTO) a garanzia della sicurezza del commercio di animali, fauna selvatica inclusa, e dei prodotti di origine animale. La nota diffusa in questi giorni interviene sul dibattito globale sulla resilienza alla pandemia e in generale alle malattie animali.

L'Organizzazione mondiale del commercio sottolinea che il quadro giuridico internazionale e le transazioni internazionali sono basate su fonti scientifiche sulla gestione del rischio. Con richiami all'OMS e all'OIE, la nota evidenzia che prima della pandemia le zoonosi, 52 circa, sono responsabili di 2,5 miliardi di casi di malattie umane e 2,7 milioni di morti umane all’anno.
Le malattie animali compromettono anche il 20% della produzione zootecnica ogni anno, portando a una perdita economica annuale stimata nel settore di circa 300 miliardi di dollari, con importanti conseguenze per la sussistenza alimentare in tutto il mondo.

Se da un lato le malattie emergenti di origine animale richiedono la cooperazione tra OMS, OIE e FAO, la pandemia da Covid-19 è dovuta al contagio interumano, pertanto il commercio di animali e prodotti di origine animale avviene in modo sicuro attraverso la riduzione del rischio basata su standard internazionali.  I rischi associati al commercio di animali e prodotti di origine animale, inclusa la fauna selvatica, potrebbero aumentare se i rischi di malattie degli animali non fossero monitorati e controllati.

La nota aggiunge che l'applicazione degli standard giuridici e di prassi internazionali richiede l'impegno della comunità internazional e investimenti per garantire sistemi sanitari, veterinari e ambientali preparati e cooperativi su scala locale e globale.

Frequently asked questions: The WTO and COVID-19

Future resilience to diseases of animal origin: the role of trade
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