L’Associazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani, in collaborazione con la società di studi economici Nomisma, sta realizzando una ricerca sulla professione veterinaria. Fino al 15 aprile, un questionario di indagine si rivolge ai giovani Colleghi per conoscere la loro esperienza professionale nei primi 5 anni di attività. >>
Nella quotidianità di una struttura veterinaria si intrecciano attività cliniche e responsabilità gestionali spesso invisibili agli occhi di chi resta fuori dalla sala visita. >>
Non più solo cani, gatti e furetti. Con un pacchetto di sei regolamenti la Commissione Europea interviene sul quadro normativo delle movimentazioni non commerciali di tutti gli animali da compagnia. Un riassetto complesso che concilia la prevenzione delle malattie con l'ampliamento delle specie da compagnia e con l'esigenza di mobilità dei cittadini-proprietari nella UE. Anche in uno scenario di rischio epidemiologico e di crisi umanitarie. Entrata in vigore: 22 aprile 2026. >>
Il provider EV e l’Associazione Italiana Allevatori (AIA) hanno aperto un terreno comune di dialogo. Nella sede cremonese di Palazzo Trecchi, il 25 marzo, le due sigle hanno messo a fuoco le principali problematiche congiunturali della produzione primaria italiana. Sul tavolo, una visione comune: Veterinari e Allevatori come moltiplicatori di sviluppo, tutele, valori e modernità. >>
Anche per l’anno scolastico 2026, ANMVI rinnova l’invito ai Medici Veterinari a partecipare al bando per l’assegnazione di incarichi di docenza nelle scuole primarie italiane. >>
Il contribuente ha diritto di detrarre il 19% delle spese veterinarie sostenute nell'anno fino all'importo di Euro 387,34. La detrazione compete esclusivamente per le spese sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.
Ai sensi dell'articolo 13, comma 1, lettera c-bis, (Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 - "Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi" modificato dalla legge 342/2000) il contribuente ha diritto di detrarre il 19% delle spese veterinarie sostenute nell'anno fino all'importo di Euro 387,34, limitatamente alla parte che eccede Euro 129,11. Quindi, ad esempio, per spese veterinarie sostenute per un ammontare totale di euro 464,81, sarà calcolata la detrazione del 19 per cento su un importo di euro 258,23. Così, ad esempio se nel corso dell'anno ho sostenuto spese per Euro 500,00, la detrazione del 19% sarà calcolata sull'importo di Euro 258,23 (387,34 - 129,11) e sarà pari ad Euro 49".
Con Decreto Ministeriale 6.6.2001, n. 289, è stato poi stabilito che la detrazione compete esclusivamente per le spese sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.
La detraibilità delle spese veterinarie risale al collegato alla Finanziaria del 2000 (Misure in materia Fiscale) che ha modificato il DPR 917/1986; nel mese di luglio di quell'anno, il Senato approvò un emendamento che prevedeva la detraibilità delle spese veterinarie fino ha un massimo di 500mila delle vecchie lire.
L'emendamento era stato proposto dal Senatore Renato Albertini, dei Comunisti italiani, ed era stato firmato da tutti i gruppi parlamentari. Se da una parte si voleva aiutare i possessori di animali domestici, dall'altra ci si proponeva di fare emergere eventuali attività "in nero" nell'ambito della professione veterinaria, rendendo obbligatoria la presentazione di regolari fatture o ricevute fiscali per poter richiedere la detrazione. Una volta giunto alla Camera, l'emendamento ha subito una modifica : la detrazione è stata portata a un massimo di 750mila lire, con una franchigia di 250mila lire. Fra le altre tipologie di spese mediche che beneficiano della stessa detrazione d'imposta pari al 19% figurano ad esempio le spese mediche sostenute all'estero, le cure termali, i medicinali (spese per l'acquisto compresi i tickets), le prestazioni rese sia da un medico specialistico che da un medico generico.