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mangimi copyNonostante le opportunità di miglioramento, il sistema italiano "è un buon esempio di applicazione  ai controlli ufficiali nel settore dei mangimi dei principi basati sul rischio".

E' la conclusione del Report della Direzione Generale Salute e Sicurezza Alimentare della Commissione Europea (DGSante), pubblicato on line. Il documento descrive  l'esito di una missione conoscitiva condotta in Italia dal 29 maggio all'8 giugno 2017. La missione era finalizzata a raccogliere informazioni sulle buone pratiche e sulle difficoltà incontrate dalle autorità competenti quando applicano l'approccio di proporzionalità al rischio (articolo 3 del regolamento (CE) n. 882/2004),  durante la pianificazione e l'esecuzione dei controlli ufficiali nel settore dei mangimi.

Efficacia attuativa- Il piano di controllo nazionale italiano sull'alimentazione degli animali è "completo e basato sui rischi"- osserva la DG Sante- e la sua attuazione "si fonda su un chiaro sistema di registrazione e riconoscimento degli operatori del settore dei mangimi", su un sistema "generalmente solido di formazione del personale coinvolto nelle attività di ispezione e campionamento dei mangimi", sulla disponibilità di "orientamenti pratici e protocolli di ispezione" e su "un meccanismo estremamente utile di categorizzazione del rischio per gli operatori del settore dei mangimi".
Tutti questi elementi, si legge nel report, " facilitano l'attuazione efficace del piano".

Più formazione e preparazione-  E tuttavia, "le carenze nei sistemi di analisi dei rischi e nei punti critici di controllo di alcuni operatori del settore dei mangimi visitati - che non erano state individuate nella documentazione relativa ai controlli ufficiali precedenti-  indicano che questo particolare aspetto della formazione e della preparazione degli ispettori richiede attenzione".

Categorizzazione a livello decentrato- L'utilizzo del meccanismo di categorizzazione del rischio messo a punto a livello centrale "è limitato" e le singole autorità regionali e aziende sanitarie locali "preferiscono seguire linee guida generiche per applicare le frequenze minime predefinite delle ispezioni che potrebbero non essere proporzionate al profilo di rischio reale degli operatori del settore dei mangimi in questione".

Selezione appropriata- Per la DGSante, "il fatto che le informazioni sulle attività registrate e riconosciute degli operatori del settore dei mangimi in alcuni casi non siano accurate gioca a sfavore della selezione appropriata degli operatori del settore dei mangimi da sottoporre a ispezione e campionamento". Inoltre, i problemi individuati nell'applicazione delle norme concernenti gli obblighi di campionamento possono indebolire l'attendibilità dei risultati ottenuti".

Di conseguenza, "i controlli ufficiali sui mangimi si basano sui rischi meno di quanto potrebbero, il che rappresenta un'opportunità di miglioramento".

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RELAZIONE FINALE DGSANTE
SULLA MISSIONE CONOSCITIVA CONDOTTA IN ITALIA DAL 29 MAGGIO 2017 ALL'8 GIUGNO 2017
AL FINE DI RACCOGLIERE INFORMAZIONI SUI CONTROLLI BASATI SUL RISCHIO NEL SETTORE DEI MANGIMI