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corte dei contiMonito della Corte dei Conti, che nella relazione speciale depositata oggi si occupa di PAC. Il Mipaaf vigili: pagamenti a chi non ne aveva diritto, gli aiuti non sono un sussidio.


Gli aiuti europei agli agricoltori e agli allevatori non sono elargizioni sussidiarie. Pur rappresentando un sostegno alle attività agro-zootecniche e una protezione dalle eccessive fluttuazioni del mercato, gli aiuti previsti dalla PAC (Politica Agricola Comunitaria) e dalla condizionalità premiano misure che vanno nell'interesse della collettività, come ad esempio favorire l'occupazione dei giovani in agricoltura. Obiettivi non del tutto centrati, stando alla relazione speciale depositata oggi dalla Corte di Conti, che mette in guardia il Mipaaf dal rischio che gli aiuti europei si traducano in forme di assistenza e di sussidi e per questo chiede vigilanza.

Il regime di aiuto introdotto con la "condizionalità" - ricorda la Corte-  è legato al rispetto di "condizioni" dettate dalla Commissione Europea in materia di sanità pubblica, salute delle piante, benessere degli animali e rispetto dell’ambiente. La condizionalità chiede agli allevatori il rispetto di criteri di gestione obbligatori (CGO) per poter beneficiare di aiuti che "costituiscono - sottolinea la Magistratura contabile- un servizio reso a tutti i cittadini: la loro erogazione è infatti subordinata al rispetto di norme in materia ambientale, di sicurezza alimentare, di salute e benessere animale e di requisiti fitosanitari".

La Corte ritiene " necessario il potenziamento dei meccanismi di controllo, anche attraverso un robusto coinvolgimento e responsabilizzazione dei CAA locali (centri autorizzati di assistenza agricola), verificando la presenza e la corretta applicazione dei meccanismi premiali e/o sanzionatori". L'adozione di questi accorgimenti potrebbero rimediare a quella "assenza di supervisione e controllo" a causa della quale non sono stati rilevati "errori sistematici che possono aver causato l’assegnazione di pagamenti a favore di beneficiari che non ne avevano il diritto".

I correttivi "potrebbero essere maggiormente facilitati dall’assunzione da parte del Ministero per le politiche agricole e forestali di un ruolo di controllo e coordinamento ancora più centrale"- conclude la relazione.

 
Relazione speciale della Corte dei Conti
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