Dal debutto alle prime certificazioni. A CremonaFiere, SivarSib ha fatto il bilancio dei primi mesi di valutazione per SQNBA. Difficoltà superate e criticità ancora in corso.
Al convegno "
Il Veterinario in allevamento nel 2026"- svolto questa mattina da SivarSib alle Fiere Zootecniche di Cremona- il quadro nazionale di salute e qualità delle produzioni animali è stato presentato - a tutti i livelli di responsabilità e operatività - da professionalità veterinarie. A cominciare dal Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale (SQNBA) imperniato su una governance, di vertice e di campo, tutta veterinaria.
I numeri della certificazione SQNBA- Sono 4.198 gli allevamenti che hanno presentato domanda di certificazione, 88 quelli che l’hanno già conseguita, 611 in fase di riesame. I dati di un Sistema al suo debutto sono stati portati - per la prima volta- in un consesso pubblico dal Direttore Sanitario dell'IZSLER
Giovanni Loris Alborali. Le aziende valutabili sono 2.421 e sono 17 gli organismi di certificazione.
I Veterinari Valutatori sono 158, tutt’altro che pochi secondo i relatori di SivarSib, che hanno portato esempi tratti dal quotidiano professionale per esemplificare la complessità della valutazione per conto dell’ente di certificazione e dell’attività ispettiva in accompagnamento per conto di Accredia.
Difficoltà superate e da superare- Accredia- per voce di
Silvia Tramontin, Vicedirettore Generale - ha parlato delle criticità in affiancamento: l’autocontrollo, i piani di rientro (soprattutto per quanto riguarda il farmaco) i tempi di verifica “troppo risicati” a disposizione degli enti di certificazione .
“Serve un piano di autocontrollo fatto bene”- ha affermato Tramontin- sottolineando l’importanza di accompagnare l’allevatore nei procedimenti documentali richiesti dal Sistema. “
Negli allevamenti dove c’è il Veterinario aziendale, si incontrano meno difficoltà nella valutazione” - ha confermato Osvaldo Parolin portando alla platea congressuale l’esperienza delle prime attività in affiancamento.
Altre difficoltà, per essere superate, richiederebbero un intervento di tipo regolatorio: la consistenza dei capi dell’allevamento potrebbe essere superata introducendo una variabile di tolleranza sul dato; il pascolamento in montagna, sul quale Agea chiede un controllo puntuale dal 2026, comporta una logistica complicata nei trasferimenti e tempi lunghi di verifica (fino a 12 ore). La formazione obbligatoria degli allevatori, invece, è una difficoltà in corso di superamento, grazie alla revisione del decreto 6 settembre 2023 che razionalizzerà i percorsi da frequentare, rendendo anche più efficace l’apprendimento.
Nuova tornata di FAQ in arrivo- Tramontin ha avvisato la platea di una nuova tornata di chiarimenti. "I disciplinari sono complessi". A dipanare dubbi e incertezze è intervenuto il Comitato Tecnico Scientifico di SQNBA, con una serie di risposte a i quesiti ricorrenti che il Masaf mantiene costantemente
aggiornate sul proprio sito.
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