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AZIONE CONGIUNTA SUL MINSAL

Hate speech: ANMVI, FNOVI e SIVeMP chiedono tutele

Hate speech: ANMVI, FNOVI e SIVeMP chiedono tutele
Misure legislative e operative per prevenire e contrastare la comunicazione di odio contro i professionisti sanitari. Le chiedono ANMVI, FNOVI e SIVeMP in una lettera congiunta al Ministero della Salute e all'Osservatorio contro le aggressioni ai sanitari (ONSEPS) che si è riunito oggi. Dopo i casi di hate speech contro i Veterinari, pubblici e privati, le tre sigle formulano proposte per aggiornare le tutele a nuovi fenomeni di violenza.
La legislazione vigente punisce “chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria” (Art. 9 - Legge 14 agosto 2020, n. 113).  Ma non è più sufficiente, secondo ANMVI, FNOVI e SIVeMP che oggi hanno inviato una lettera di segnalazioni e proposte al Ministero della Salute e all'Osservatorio ONSEPS che proprio questa mattina si è riunito per l'insediamento dopo la ricostituzione
La vigente legislazione- fanno notare le tre sigle- "risulta inadeguata a prevenire, contrastare e punire le suddette condotte quando vengano tenute mediante le reti informatiche, ivi incluse le reti sociali, nei confronti degli esercenti, pubblici e privati, una professione sanitaria". Nel frattempo, i Medici Veterinari sono vittime e testimoni di episodi di hate speech sia ai danni di singoli esercenti sia della comunità professionale generale.  

Un fenomeno allarmante- La lettera - firmata dai rispettivi vertici, Marco Melosi (Presidente dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani)  Gaetano Penocchio (Presidente della Federazione degli Ordini Veterinari) e Aldo Grasselli (Segretario nazionale del Sindacato Italiano dei Veterinari di Medicina Pubblica) - denuncia "con allarme e con preoccupazione", il crescente sviluppo di condotte di hate speech ai danni di professionisti sanitari, segnatamente attraverso le reti sociali, con modalità d’urto particolarmente aggressive nonché prodromiche (“episodi sentinella”, ex DM 13 gennaio 2022, art. 3) generatrici di ulteriori pratiche illecite, anche trasposte nella concreta realtà".  

Odio correlato all'attività sanitaria- La comunicazione di odio e di incitamento all'odio (cosiddetto hate speech) è mirata ad esprimere e diffondere intolleranza e pregiudizio verso un individuo o un gruppo di individui. La lettera sottolinea che le forme di hate speech segnalate si manifestano “a causa dell’attività” o “a causa della funzione” esercitata dal professionista, essendo riconducibili alla sfera professionale, individuale o di categoria, con effetti di stigma e denigrazione categoriale.

Potenziale prodromico - Inoltre, nelle reti sociali lo hate speech acquisisce capacità di propagazione e di persistenza (es. cyberstalking) non meno gravi e concrete di quelle che si possono fattualmente manifestare nella struttura sanitaria, circostanza d’elezione per la vigente legislazione che però trascura il potenziale prodromico dell’odio via social.

Una nuova fattispecie di violenza- Nei confronti di queste condotte "la vigente legislazione a tutela delle professioni sanitarie appare insufficiente. Le altre forme di tutela giuridica offerte dal vigente ordinamento si prestano a contrastare fattispecie diverse (es. diffamazione) non riconducibili al peculiare fenomeno dello hate speech, per il quale  ANMVI, FNOVI e SIVeMP chiedono misure ad hoc".

Intervento normativo-  La proposta è di integrare la legislazione vigente inserendo tra le condotte sanzionabili (Art. 9 - Legge 14 agosto 2020, n. 113), le condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria, anche quando tenute tramite reti informatiche e reti sociali in forma di hate speech. Allo scopo, la lettera congiunta suggerisce l’adozione di una definizione normativa di hate speech riconducibile alla comunicazione di odio specificamente rivolta a singoli esercenti sanitari o alle professioni sanitarie come gruppo/categoria, e correlata all’attività o alla funzione sanitaria, pubblica o privata.

Proposta operativa- Anche alla luce del coinvolgimento della Direzione Generale della Comunicazione del Ministero della Salute nell’Osservatorio, ANMVI, FNOVI e SIVeMP propongono di individuare delle modalità di segnalazione ai gestori delle piattaforme sociali o delle reti/siti informatici, il più possibile agevoli ed efficaci, allo scopo di far rimuovere l’hate speech e di ottenere da parte dei gestori delle piattaforme/siti l’attivazione di misure di inibizione alla reiterazione della condotta. Le segnalazioni ai gestori potrebbero risultare più efficaci se supportate dall’autorità competente, eventualmente intermediate da esse, anche con l’ausilio di funzionalità attivate tramite l’Ordine professionale.

Comunicazione e Prevenzione- Infine, la lettera invita l’Osservatorio ONSEPS alla predisposizione del piano straordinario di comunicazione previsto dalla legge istitutiva, allo scopo di prevenire la comunicazione d’odio e di inserire quest’ultima tra i temi della Giornata Nazionale di educazione e prevenzione delle violenze ai sanitari.

Oltre all'Osservatorio, i destinatari della lettera firmata da Melosi, Penocchio e Grasselli sono il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Sottosegretario di Stato On Marcello Gemmato, i Direttori generali delle Professioni sanitarie, della Prevenzione e della Comunicazione del Ministero della Salute. ANMVI, FNOVI e SIVeMP si mettono a disposizione per attivare in seno all’Osservatorio un gruppo di lavoro ad hoc e ogni altra forma di analisi e di contributo giuridico e operativo che possa determinare il Ministero della Salute all’avvio di un iter di integrazione legislativa come quello auspicato.