Articoli pubblicati dal 4 novembre 2001: 26540
  
iaa battito cardiaco cavalli 2Il livello di conoscenza con chi si occupa del cavallo e interagisce con esso è fondamentale affinché l’animale si senta a suo agio.

E' una delle evidenze scaturite da uno studio a cura di ricercatori del Centro di referenza nazionale per gli interventi assistiti con gli animali (CRN IAA) dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe). Lo studio ha osservato come diversi livelli di interazione e famigliarità con l’uomo influiscono sullo stato emotivo del cavallo, in particolare sul battito cardiaco quale risposta fisiologica regolata dal sistema nervoso.

Sono stati selezionati 23 cavalli di sesso, età e razza mista, da 3 diversi centri equestri in Italia, e dei volontari famigliari e sconosciuti ai cavalli. Il protocollo di interazione prevedeva 3 livelli con la persona conosciuta e con quella sconosciuta, in ordine casuale per ciascun cavallo:

  • no interazione: cavallo e persona sono divisi, non possono toccarsi né vedersi;
  • esplorazione volontaria: la persona rimane ferma e il cavallo è libero di approcciarla/annusarla;
  • contatto fisico: la persona spazzola il cavallo.

I sistemi di rilevazione dei dati fisiologici, progettati da una start-up dell’Università di Pisa, hanno garantito una soluzione poco invasiva per i cavalli, non interferendo con le risposte inconsce della sfera emotiva.

Uno dei risultati più significativi, evidenziati nella sintesi pubblicata sul sito del'IZSVE, è che il livello di conoscenza con chi si occupa del cavallo e interagisce con lui è fondamentale affinché l’animale si senta a suo agio. Questo è ancor più vero quando l’interazione coinvolge un contatto fisico tra i due. “Toccarsi” con chi si conosce attiva una memoria emotiva individuo-specifica che induce nell’animale uno stato emotivo, nel nostro caso, positivo.

I cavalli sono più rilassati quando si instaura un contatto fisico e quando questo contatto avviene con una persona conosciuta. Questo risultato conferma che i cavalli riconoscono le persone loro famigliari e con cui hanno stabilito una relazione positiva. Emerge dunque una forte associazione tra emozioni e memoria.

Foto: izsve.it
Utilizzo dei cookie: Acconsenti all'utilizzo di cookie di terze parti?
Leggi l'informativa o