Articoli pubblicati dal 4 novembre 2001: 25607
  
bartolomeo griglio 2017Un italiano su 5, in età compresa fra i 16 e i 65 anni, è "analfabeta funzionale". Lo dice l'OCSE.  La media internazionale è invece di 1 su 10.


Con il termine “analfabeta funzionale” si intende colui che sa scrivere e leggere, ma non sa utilizzare queste competenze per interpretare la realtà in cui vive o per trarre considerazioni personali. Livelli così preoccupanti di analfabeti funzionali condizionano la produzione (quindi l’economia), la partecipazione e la vita sociale (quindi la politica) del nostro Paese.

Uno degli argomenti che riscuote maggiore interesse sui social, e sui media, riguarda i vari scandali veri e presunti legati alla sicurezza degli alimenti che mangiamo. La ragione di tale interesse risiede nel fatto che il tema della sicurezza alimentare attira l’attenzione e “vende copie” (o meglio “porta click”), coinvolgendo una larga parte della popolazione in quanto il rapporto con il cibo riguarda tutti ed è sempre più sentito il rapporto tra alimentazione e salute.

In un Paese come l’Italia dove il cibo non è solo nutrizione ma emozione, cultura e tradizione, gli effetti di questo fenomeno sono significativi: secondo i dati Eurobarometro, un sondaggio svolto dall’Unione europea nel 2010, oltre l'80% degli italiani è preoccupato per il cibo che mangia. Questo eccesso di preoccupazione potrebbe essere uno dei fattori in grado di contribuire, secondo alcuni esperti, all’aumento dei casi di disordini alimentari negli adolescenti rilevati da alcuni Centri specializzati nazionali ed europei.

I casi legati alla possibile presenza di ormoni nelle carni o di pesticidi nella frutta e verdura, alle mozzarelle blu, all’olio di palma, sono solo alcuni degli argomenti che continuano a creare interesse tra i consumatori che cercano risposte da fonti non sempre attendibili con la possibilità di incorrere in notizie errate o prive di fondamento, le famose “bufale”, che rischiano di creare ansie ingiustificate o la sottovalutazione di rischi reali con conseguenti scelte sbagliate o non opportune.

In tale contesto, e sulla base dei lavori di analisi sulla percezione del rischio legato al consumo di alimenti condotti negli ultimi anni dal Centro Interdipartimentale di Ricerca e Documentazione sulla Sicurezza Alimentare (Ce.I.R.S.A.), gruppo di lavoro multidisciplinare e multi professionale dell’ASLTO5 attivo dal 2005, nasce il progetto “Sicurezza nel piatto” realizzato in collaborazione con le direzioni didattiche e gli insegnanti degli Istituti professionali Agrari e Alberghieri presenti sul territorio dell’ASL TO5.
Tale progetto di “fact-checking” (trad. verifica delle notizie) ha l’obiettivo di fornire agli studenti che stanno già seguendo un percorso formativo relativo alle produzioni animali e vegetali con relativa gestione del territorio, all’industria della trasformazione e commercializzazione agro-alimentare ed alla ristorazione pubblica/collettiva, gli strumenti per una lettura critica delle notizie legate alla sicurezza degli alimenti.


L'iniziativa ha previsto una prima fase di “ascolto” tra esperti ed insegnanti mediante focus group gestiti da psicologhe del’ASL TO5 e una seconda fase di approfondimento gestita da medici veterinari esperti in sicurezza alimentare, sempre insieme agli insegnati, basata su quanto emerso dagli incontri precedenti. In una terza fase è stata realizzata una serie di incontri tra gli studenti, che nel futuro dovranno occuparsi di produrre gli alimenti e di utilizzarli, e gli esperti mediante un percorso interattivo (anche con l’uso di questionari on-line e discussione dei risultati in tempo reale) con la mediazione degli insegnanti, per sperimentare le modalità di lettura critica delle notizie al fine di individuare le fake news (trad. notizie false) spesso allarmistiche, riguardanti la sicurezza alimentare.


Dott. Bartolomeo Griglio
Presidente AIVEMP
Coordinamento e Condirettore scientifico CEIRSA

Utilizzo dei cookie: Acconsenti all'utilizzo di cookie di terze parti?
Leggi l'informativa o