L’Italia è il Paese europeo con il più alto numero di casi di West Nile. Il commento dell'IZS delle Venezie e le nuove linee guida dal Ministero della Salute per le Regioni.
Sono 432 i casi confermati e 17 decessi, secondo gli
ultimi dati dell'Istituto Superiore di Sanità sulla Malattia del Nilo (West Nile Disease). Quest'anno la circolazione virale ha destato una particolare attenzione mediatica, anche se i numeri dei casi confermati - rispetto a un anno fa- sono stazionari, mentre la letalità delle forme neuro-invasive è diminuita (7,2% contro il 13,9% del 2025). Tuttavia, la circolazione del virus è molto più estesa e interessa quasi tutta la Penisola. In Veneto-
fa sapere l'IZS delle Venezie- la circolazione virale è superiore al 2025.
Le Regioni interessate sono 16: Piemonte, Lombardia, P.A Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sardegna.
L’Italia-
riporta l'ECDC - ha il numero più alto di casi (432, di cui 223 con forma neuro-invasiva, davanti a Grecia (157), Spagna (63), Macedonia del Nord (37), Romania (28) e Francia (17).
"Il dato italiano risente anche dell’ampiezza del sistema di sorveglianza nazionale, fra i più capillari in Europa, che aumenta la capacità di individuazione dei casi rispetto a Paesi con sistemi meno estesi"- spiega l'Istituto.
“Rispetto al 2025 le zanzare positive al virus West Nile sono in aumento – dichiara
Fabrizio Montarsi, biologo entomologo responsabile del Laboratorio di entomologia sanitaria dell’IZSVe.
Le temperature elevate di questa estate e il prolungamento della stagione calda favoriscono sia la proliferazione dei vettori sia la circolazione virale. A questo si aggiunge un fattore ecologico: la nostra pianura è ricca di zone umide, ma le condizioni di siccità prolungata concentrano le poche riserve d’acqua disponibili, che diventano punti di aggregazione fra uccelli selvatici e zanzare (simpatria), con conseguente amplificazione del virus fra serbatoio animale e vettore. La fase di massima circolazione è attesa, come ogni anno, fino ai primi di settembre, con un andamento che dipenderà in larga misura dalle temperature”.Il Ministero della Salute che aveva già disposto una
sorveglianza rafforzata, ha anche pubblicato delle
Linee guida per la programmazione e lo svolgimento delle attività veterinarie di prevenzione sorveglianza e controllo dei virus West Nile e Usutu. Il documento è una sintesi delle attività veterinarie contenute nel
Piano Nazionale Arbovirosi, redatto allo scopo di standardizzare le procedure e uniformare i piani regionali, modulando le attività veterinarie, secondo ciascuna area di rischio.
Il ruolo centrale dei Servizi Veterinari- La tutela della salute pubblica e animale è garantita dal sistema veterinario nazionale, a partire dal livello centrale del Ministero della Salute (Direzione Generale della Salute Animale) passando per il Servizio Veterinario regionale. Sul territorio l’Autorità Sanitaria competente è il Servizio Veterinario della ASL. La diagnostica è assicurata dagli Istituti Zooprofilattici.
Nell'uomo e negli animali- La West Nile Disease (WND) è una zoonosi ed è classificata come malattia di "Categoria E" dai regolamenti europei. La malattia richiede quindi sorveglianza, attiva e passiva, all'interno dell'Unione e norme di prevenzione e di controllo anche nel territorio Italiano. Come l'uomo, il cavallo è un ospite a fondo cieco del vettore Culex. Gli uccelli sono serbatoi del WNV e svolgono un ruolo essenziale nell'amplificazione e diffusione del virus in nuove aree geografiche. Lo spettro d'ospite del WNV include anche mammiferi, anfibi e rettili ma in tutte le specie il virus replica determinando una viremia di intensità e durata insufficienti a consentire l'infezione delle zanzare attraverso il pasto di sangue.
Sorveglianza integrata- L’obiettivo generale della sorveglianza integrata nei confronti della malattia della West Nile (WND) è quello di tutelare la salute pubblica e la sanità animale, attraverso l’individuazione precoce della circolazione sul territorio italiano del virus responsabile di tale malattia (flavivirus), attuando programmi di controllo mirati agli uccelli, agli equidi e agli insetti. Il monitoraggio della circolazione del virus Usutu (USUV) - in considerazione delle analogie esistenti tra i cicli biologici-fornisce un’indicazione utile anche sul rischio di trasmissione del WNV nelle medesime aree geografiche. Le attività di sorveglianza includono anche le aree "a rischio minimo" di trasmissione.
Individuazione precoce della circolazione virale - Sono previsti programmi di sorveglianza veterinaria sugli uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio e sugli insetti
vettori per permettere una rapida valutazione del rischio. L'adozione tempestiva, efficace e coordinata delle misure preventive riduce il rischio di trasmissione dell’infezione agli individui (attraverso le donazioni di sangue, emocomponenti, organi o tessuti sia attraverso la puntura delle zanzare durante il periodo di maggiore attività vettoriale.
La stagione vettoriale dura fino a novembre- Da aprile fino a novembre, nelle aree di rischio sono previste azioni di catture delle zanzare. Nelle aree ad alto rischio di trasmissione
la sorveglianza su uccelli stanziali di specie “bersaglio”, inizia a marzo e prosegue fino novembre. Nelle aree a basso rischio la sorveglianza entomologica inizia in aprile e prosegue con cadenza quindicinale fino a novembre. La sorveglianza include gli avicoli degi allevamenti rurali o all’aperto (inclusa selvaggina a penna); il prelievo è da effettuare da marzo a novembre su animali di età inferiore a 6 mesi. Durante la stagione epidemica gli Istituti Zooprofilattici trasmettono mensilmente tutti gli esiti degli accertamenti eseguiti, attraverso il Sistema VetInfo.
Principi generali e buone pratiche - Nell’ambito della gestione dei focolai di West Nile disease in generale e soprattutto in strutture che ospitano animali sensibili o fauna selvatica detenuta (quali, a titolo esemplificativo, parchi faunistici, zoo, centri di recupero), il Servizio veterinario, nell’esercizio delle proprie funzioni di sanità animale, assicura l’informazione
e il raccordo con i gestori delle strutture in merito alla corretta impostazione anche degli eventuali interventi di disinfestazione.
IL_TESTO_DELLE_LINEE_GUIDA_copy.pdfFaq dell'Istituto Superiore di SanitàFoto: ECDC