In un video pubblicato sul profilo Instagram del Ministero nell’ambito della campagna “Estate in sicurezza”, la professoressa Marina Vivarelli, pediatra nefrologa e componente del Consiglio superiore di sanità, ricorda che il latte crudo può contenere Escherichia coli produttori di Shiga-tossine (STEC).
L’infezione può causare disturbi gastrointestinali, dalla diarrea non complicata a quella emorragica. Nei bambini più piccoli può però evolvere nella sindrome emolitico-uremica (SEU), una grave complicanza che rappresenta una delle principali cause di insufficienza renale acuta in età pediatrica. Nei casi più severi possono manifestarsi anche conseguenze neurologiche.
Latte crudo e alimenti poco cotti - I batteri patogeni possono essere presenti nell’intestino dei bovini senza provocare sintomi negli animali e contaminare accidentalmente il latte durante la mungitura. Il rischio può essere eliminato attraverso la pastorizzazione o la bollitura.
Il Ministero raccomanda inoltre di evitare:
latte crudo non sottoposto a bollitura;
carne non completamente cotta;
uova crude o poco cotte;
acqua di pozzo o altri liquidi di provenienza non controllata;
alimenti crudi o non adeguatamente trattati, soprattutto se destinati alle persone più fragili.
Una cautela particolare è richiesta per bambini, anziani, donne in gravidanza e persone immunodepresse. Per il latte crudo destinato al consumo diretto resta obbligatoria l’indicazione in etichetta: “Prodotto da consumarsi previa bollitura”.
Controlli lungo tutta la filiera e ruolo centrale della medicina veterinaria - Il richiamo si inserisce nel quadro delle Linee guida per il controllo degli STEC nel latte non pastorizzato e nei prodotti derivati, pubblicate nel 2025. In assenza di pastorizzazione, la prevenzione richiede l’applicazione coordinata di più misure lungo l’intera filiera: igiene della mungitura, mantenimento della catena del freddo, controlli analitici, validazione dei processi produttivi e corretta informazione dei consumatori.
Guarda il video della professoressa Marina Vivarelli sul profilo Instagram del Ministero della Salute: clicca qui