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iL’Organizzazione Mondiale della Salute animale ha prodotto una linea guida per conoscere e limitare il rischio di spillback dall’uomo agli animali.

Non solo spillover, il “salto di specie” spesso inteso come passaggio di un patogeno dagli animali all’uomo. C'è anche lo spillback, che indica il processo inverso di trasmissione e che è stato egualmente messo in luce dalla pandemia e da recenti malattie emergenti. Se ne è occupata l'Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (Woah). Tale meccanismo, infatti, può essere alla base di malattie nuove o emergenti o vere e proprie epidemie e pandemie.

In Italia, la guida viene rilanciata dall'Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia Romagna (Izsler) che parla di spillback come di "un meccanismo  meno complicato di quanto sembra". Il riferimento è al virus del vaiolo della scimmia, (monkeypox) "che è sempre stato localizzato in Africa e in poche altre regioni, nelle quali è passato dalla scimmia ed altre specie di roditori che fungevano da serbatoio all’uomo, avendo però ben poche occasioni di passare in altre specie animali, anche domestiche". Tuttavia, da quando il monkeypox virus si è diffuso tra gli umani in nuove aree più densamente popolate, come gli Stati Uniti e l’Europa, è sorto il problema della possibile infezione anche di nuove specie animali “domestiche” a contatto con esseri umani infetti (cani, roditori, lagomorfi etc.) e quindi anche del potenziale passaggio nelle specie selvatiche.

Risk Guidance on Reducing Spillback of Monkepov Virus from Human to Wildelife, Pet Animals and other Animals