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stalla dis ostaIl Ministero della Salute ha programmato uno specifico monitoraggio per le stalle di sosta dei commercianti che presentano criticità.

La Direzione Genereale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari ha informato i Servizi Veterinari di avere programmato il monitoraggio delle stalle di sosta dei commercianti che presentano "criticità per denominazione registrazione di movimentazioni e di controlli veterinari". Del monitoraggio potranno essere informati i carabinieri del NAS.

Stalle di sosta e stalle annesse al macello- Le stalle di sosta sono ricoveri temporanei che devono essere autorizzati dai Servizi Veterinari, ai sensi dell’articolo 17 del Regolamento di Polizia Veterinaria e dell’articolo 11 del D.l.vo196/99. La normativa richiede che siano sottoposte a controlli ufficiali periodici, da registrare (OM 28 maggio 2015 e s.m.i.).
Nella sua nota, datata 29 gennaio 2021, la Direzione ministeriale fa presente che le stalle annesse al macello non rientrano nella definizione dell’articolo 17 Regolamento di Polizia Veterinaria e del Decreto Legislativo 196 e che "esse non devono essere registrate in BDN, trattandosi di strutture annesse al macello e da utilizzare esclusivamente per gli usi di cui alla normativa di sicurezza alimentare”.

Verifica delle registrazioni in BDN- Il Ministero chiede pertanto ai Servizi Veterinari “un’attenta verifica delle stalle di sosta registrate in BDN, delle movimentazioni e dei controlli veterinari registrati per esse, delle tipologie di autorizzazioni ai sensi delle quali svolgono la loro attività”.  Nel caso in cui le attività risultassero diverse da quanto previsto dall'articolo 17 del RPV e del D.l.vo 196/99, i Servizi Veterinari dovranno "registrare nel più breve tempo possibile la chiusura dell’attività in BDN".

Provenienza degli animali- Inoltre i Servizi Veterinari dovranno "attuare ogni azione nei confronti dell’operatore per ciascuna non conformità riscontrata per movimentazioni di animali dalla stalla ed eventuali registrazioni in BDN di animali diretti al macello provenienti dall’estero e di cui le macellazioni risultano come di animali nazionali”. In tali casi, la DGSAF chiede “l’immediata rettifica delle informazioni sulla provenienza degli animali”.

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