Articoli pubblicati dal 4 novembre 2001: 26361
  
Immagine copy copy copy copy copy copy copy copy copy copy copy copy copy copyNon sono soltanto una minaccia per la biodiversità. Un gruppo di ricercatori veterinari ha messo in luce il potenziale rischio sanitario delle specie aliene invasive.

Serve più attenzione, il fenomeno delle specie aliene e invasive "va indagato e  quantificato" anche da punto di vista sanitario. Ad accendere un faro sui rischi è un team internazionale di ricercatori veterinari in un lavoro pubblicato il 22 ottobre sulla rivista 'Plos Pathogens'. 

Coordinati da Nicola Ferrari del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università di Milano, gli autori mettono in evidenza le ricadute sanitarie potenzialmente conseguenti alle introduzioni di specie alloctone. E ricordano che le malattie infettive emergenti nell'uomo sono nel 60% dei casi di origine zoonosica, ovvero trasmesse all'uomo da altre specie animali. Di queste, il 70% origina da specie selvatiche, come l'attuale pandemia da Sars-Cov-2.

"Comprendere le condizioni che regolano e favoriscono la trasmissione di queste infezioni tra animali ed uomo, risulta di fondamentale importanza per prevenirne i potenziali impatti sanitari
ed economici", evidenziano i ricercatori, che esplorano i meccanismi che legano le specie introdotte all'insorgenza o all'aumento delle infezioni, sottolineando come esse possano non solo introdurre nuovi patogeni nell'ambiente, ma anche acquisire e amplificare la trasmissione di patogeni locali, o modificarne indirettamente la circolazione attraverso i loro impatti sull'ambiente e gli organismi che lo abitano.

L'introduzione da parte dell'uomo di specie alloctone al di fuori della loro area naturale è un fenomeno in costante e progressivo aumento, basti pensare alla diffusione della nutria sudamericana nella Pianura Padana. Di questo fenomeno sono riconosciuti i gravi impatti ambientali ed economici (12 mld di euro di danni annui nella sola Europa).

Tuttavia, nonostante i diversi agenti patogeni normalmente presenti nelle specie animali, il ruolo delle specie alloctone quali agenti promotori dell'insorgenza di nuove infezioni è stato finora largamente sottovalutato, osservano gli autori. "Questi fenomeni - evidenzia Ferrari, dipartimento Medicina veterinaria - possono avere conseguenze non solo sulla salute umana, ma anche su quella animale con  conseguenti impatti economici, qualora fossero coinvolte specie da  reddito, o ricadute sulla biodiversità, qualora fosse coinvolta la  fauna selvatica nativa".

Alla luce di questi complessi meccanismi e rilevanti impatti sanitari, gli autori dello studio sollecitano "una maggiore attenzione al fenomeno da parte  del mondo biomedico e lo sviluppo di indagini" volte a quantificarne i rischi, in modo da identificare le aree e le azioni di intervento  prioritarie volte alla loro mitigazione.

Invasive alien species and disease risk: An open challenge in public and animal health
Eleonora Chinchio, Matteo Crotta, Claudia Romeo, Julian A. Drewe, Javier Guitian, Nicola Ferrari
Utilizzo dei cookie: Acconsenti all'utilizzo di cookie di terze parti?
Leggi l'informativa o