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latte e derivatiSulla richiesta di Coldiretti di conoscere i dati degli importatori nazionali di latte e prodotti lattiero caseari, il Ministero della Salute aveva interpellato l'Agcm.

La risposta - pubblicata ieri dall'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (Agcm) - fa seguito ad un quesito della Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari (Dgsaf) che intendeva appurare se il soddisfacimento della richiesta avanzata da Coldiretti comportasse conseguenze anticoncorrenziali. L'Autorità ha risposto di interpellare gli importatori contro-interessati e di tenere conto delle loro eventuali obiezioni. Non si può infatti escludere- afferma il Garante-  che "possano derivare pregiudizi alle corrette dinamiche di mercato".

L'istanza di accesso civico di Coldiretti- La Confederazione agricola, aveva chiesto "informazioni concernenti le operazioni di entrata, uscita, transito e deposito di materie prime concernenti il latte e i prodotti lattiero-caseari provenienti da paesi UE ed extra UE realizzate dagli operatori nazionali del settore alimentare, comprensive dei nomi delle imprese italiane importatrici".
La domanda di "accesso civico" di Coldiretti è stata legittimata nel marzo scorso dal Consiglio di Stato che tuttavia ha suggerito al MInistero della Salute di avviare una procedura di confronto con i potenziali controinteressati, procedendo eventualmente al parziale oscuramento dei dati sulla base di specifiche ragioni di riservatezza addotte dai controinteressati.

I dubbi della Dgsaf - Ad aprile, il Ministero si è rivolto  all’Autorità per sapere “se la diffusione dei dati richiesti dalla Coldiretti possa compromettere la concorrenza sul mercato oltreché la credibilità e la produttività delle aziende, tenuto conto che tali dati hanno un ruolo fondamentale nella strategia aziendale e che la loro diffusione ad aziende concorrenti potrebbe essere gravemente lesiva degli interessi economici e commerciali".
Il Ministero osservava che Coldiretti "non è solo un sindacato agricolo",  ma è anche "azionista, con propri rappresentanti nei consigli di amministrazione, di numerose aziende di trasformazione private e cooperative ed agisce quindi anche da concorrente delle aziende delle quali chiede dati e informazioni riservate". Pertanto, "esiste il concreto rischio che le informazioni diffuse [dal Ministero] vengano utilizzate in modo strumentale, distorto o parziale da parte di uno o più concorrenti”.

Il parere dell'Antitrust-  Effettivamente, riconosce l'Autorità, quelle chieste da Coldiretti sono "informazioni commerciali sensibili", rivelatrici di dati sulle "fonti di approvvigionamento e relative dipendenze operative, attività produttive e loro programmazione, con la possibilità di desumerne anche le stesse capacità".
Ma in che modo Coldiretti potrebbe arrecare un pregiudizio per la concorrenza dalla conoscenza di queste informazioni? Il pregiudizio alle corrette dinamiche di mercato potrebbe derivare da alcune criticità così individuate dall'Autorità:
-pur in assenza di un quadro informativo sulle partecipazioni societarie di Coldiretti e delle sue attività economiche rilevanti, risulta che vi siano strutture territoriali di Coldiretti  "titolari di partecipazioni in importanti imprese nazionali operanti nel settore lattiero-caseario, attive produttivamente sia in Italia che all’estero".
- negli organi direttivi e rappresentativi di Coldiretti, sia a livello di confederazione nazionale che di singole federazioni locali, "siedono persone fisiche detentrici di interessi diretti in imprese del settore lattiero-caseario".
- a Coldiretti sono associate numerose imprese attive nel settore lattiero-caseario alle quali Coldiretti "fornisce servizi di varia natura, comprese consulenze aziendali, per i quali la disponibilità dei Dati potrebbe costituire sia una primaria risorsa operativa che un elemento di differenziazione rispetto ai servizi eventualmente resi da imprese concorrenti".

Informare i concorrenti- In conclusione, il Ministero della Salute dovrà seguire l'indicazione del Consiglio di Stato e interpellare le imprese di cui Coldiretti chiede i dati e tenere conto di possibili obiezioni di riservatezza. Questo il da farsi- spiega l'Agcm-  "in assenza" di misure "specifiche, rigorose, predeterminate e trasparenti", in grado di "circoscrivere e tracciare" l’impiego da parte di Coldiretti delle informazioni acquisite, di modo da impedirne utilizzi anticoncorrenziali.











Bollettino AGCM del 25 giugno 2019
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