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PAESI OSTILI

Russia a Stati UE: stop alle merci sotto controllo veterinario

Russia a Stati UE: stop alle merci sotto controllo veterinario
Il Servizio federale per la sorveglianza veterinaria di Mosca sospende i certificati veterinari emessi dagli Stati UE. L'Italia apre un confronto. Aperture da Mosca subordinate a ispezioni.

La Direzione Generale della Salute Animale e la Direzione Generale Igiene e Sicurezza Alimentare confermano lo stop alle merci dall'Italia, imposto dall'autorità sanitaria russa (Rosselkhoznadzor). La Commissione Europea e l'ambasciata italiana a Mosca hanno confermato l'adozione, il 2 ottobre, di una ordinanza di restrizioni sull’importazione e transito di merci regolamentate provenienti dai paesi considerati "ostili", tra cui gli Stati Membri dell'Unione Europea. L'ordinanza ha dunque effetti anche sull'Italia. 

Le relazioni Italia-Mosca: aperture previa ispezione negli stabilimenti italiani- Il Ministero della Salute italiano ha già avviato un confronto con l’ambasciata italiana a Mosca "al fine di valutare l’impatto sul comparto produttivo nazionale della decisione restrittiva imposta dal Rosselkhoznazdor ed avviare le eventuali misure necessarie". Il Servizio federale ha dichiarato che potrebbe prendere in considerazione la ripresa delle consegne e del transito verso la Russia anche sulla base dell’ispezione degli stabilimenti da parte degli specialisti del Rosselkhoznadzor.
Le aziende interessate sono invitate a "rappresentare il loro interesse a ricevere un’ispezione"  agli uffici competenti del Ministero della Salute che- in linea con la posizione della Commissione europea- non parteciperà a tali ispezioni. Potrà tuttavia parteciparvi il Servizio veterinario della ASL territorialmente competente, ove ciò sia compatibile con lo svolgimento dell’ordinaria attività di controllo ufficiale.

I certificati sospesi e le eccezioni- Dal 7 ottobre 2026, è sospesa la certificazione - sia per l’esportazione verso la Russia, sia per il transito attraverso il territorio della Russia-  di tutte le merci soggette a controllo veterinario, provenienti da tutti gli stabilimenti, compresi quelli elencati nel Registro delle organizzazioni e delle persone fisiche impegnate nella produzione, nella trasformazione e/o nello stoccaggio di merci (prodotti) controllati importati nel territorio doganale dell’Unione Economica Eurasiatica.
Con successiva comunicazione, la Federazione Russa ha richiesto inoltre di sospendere anche la certificazione veterinaria e la spedizione delle merci soggette a controllo veterinario che non siano accompagnate da certificati veterinari (ad esempio additivi per mangimi sintetizzati chimicamente o microbiologicamente, disinfettanti, attrezzature e prodotti analoghi) e che non rientrino nelle eccezioni previste.
Fanno eccezione: animali da riproduzione, uova da cova, pulcini di un giorno, materiale genetico, medicinali per uso veterinario e animali da compagnia. È prevista un’eccezione per i prodotti provenienti dagli stabilimenti che dal 2014 hanno superato con esito positivo l’ispezione da parte degli specialisti del Rosselkhoznadzor, il cui elenco è disponibile sul sito web ufficiale del Servizio ed è allegato alla nota della Direzione ministeriale per quanto riguarda l’Italia.

Cosa resta in vigore- Le misure restrittive imposte dal Rosselkhoznadzor già in essere (ad esempio il regime di “controlli accresciuti “o lo stato “sospeso”) relative agli stabilimenti inclusi negli elenchi sopra citati rimangono in vigore. Mosca ha infatti precisato che l'ordinanza del 2 ottobre non si applica agli animali da zoo e agli animali da circo, inclusi quelli precedentemente esportati per tournée nei Paesi considerati “ostili”. 

Mosca: rischi per la sicurezza veterinaria - Le motivazioni alla base della decisione di Mosca si riferiscono di possibili rischi di sicurezza veterinaria, per le seguenti motivazioni:
- rilevamento di componenti GM non dichiarati e non registrati nei prodotti forniti e non conformità nelle quantità dichiarate, assenza di componenti di DNA dichiarati nella composizione, rilevamento di DNA proveniente da un’altra specie animale diversa da quella indicata sulla confezione, presenza di metalli pesanti negli additivi per mangimi, presenza di sostanze proibite e nocive, quali antibiotici e batteri patogeni.
- situazione epizootica instabile per quanto riguarda una serie di malattie animali altamente pericolose;
- individuazione di casi di falsificazione dei certificati veterinari;
- violazioni sistematiche nella sorveglianza veterinaria statale che hanno portato a restrizioni settoriali sulla fornitura di merci alla Russia;
- inaccessibilità dei dati relativi agli esiti delle ispezioni degli stabilimenti e ai risultati del monitoraggio di sicurezza in laboratorio delle merci, forniti dalle autorità competenti dei paesi che esportano le proprie merci in Russia.

Capi dei servizi veterinari dei paesi considerati “ostili”- Comunicazioni al riguardo sono state notificate alla Direzione generale della Commissione Europea (DgSante) con due note indirizzate ai Capi dei servizi veterinari dei Paesi considerati “ostili”.

NOTA_DGSA_ROSSELKHOZNADZOR.pdf408.76 KB