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FILIERA AVICOLA

Campylobacter jeuni: nuove evidenze di colonizzazione

Campylobacter jeuni: nuove evidenze di colonizzazione

Uno studio dell’IZSAM e dell’Università di Teramo rivela come Campylobacter jejuni persista nell’intestino dei polli nonostante l’attivazione del sistema immunitario e in assenza di sintomi.

Il batterio persiste nell’intestino - Nei polli da carne Campylobacter jejuni può colonizzare l’intestino in quantità elevate senza provocare sintomi evidenti o lesioni significative. Gli animali possono quindi ospitare a lungo il batterio, aumentando il rischio di contaminazione delle carni durante la macellazione e le successive fasi di lavorazione.

La campilobatteriosi è la malattia gastrointestinale di origine alimentare più frequentemente segnalata nell’Unione europea. La trasmissione all’uomo può avvenire attraverso il consumo o la manipolazione di alimenti contaminati e tra le principali fonti figurano le carni di pollo e di altri volatili.

Lo studio su 108 polli - La ricerca, pubblicata sulla rivista Foods, è stata coordinata da Chiara Di Pancrazio e Francesca Marotta del Laboratorio nazionale di riferimento per Campylobacter dell’IZSAM. Lo studio ha coinvolto 108 polli da carne, suddivisi in un gruppo infettato e uno di controllo. Gli animali sono stati seguiti fino a 41 giorni dopo l’infezione, monitorando la colonizzazione intestinale e diversi indicatori della risposta immunitaria, tra cui anticorpi, citochine e chemochine. I risultati mostrano che C. jejuni colonizza rapidamente l’intestino e vi persiste nel tempo. La quantità di batteri diminuisce progressivamente, ma rimane elevata anche a 41 giorni dall’infezione.

Nei polli infettati è stato osservato un aumento degli anticorpi, compresi quelli specifici contro C. jejuni, mentre alcune molecole coinvolte nella risposta immunitaria hanno mostrato variazioni nel corso dell’infezione. Nel complesso, tuttavia, la risposta immunitaria sistemica è risultata moderata e variabile e non è riuscita a interrompere la colonizzazione intestinale.

Nuove prospettive per la prevenzione - «Monitorare nel tempo la colonizzazione e analizzare contemporaneamente la risposta immunitaria ci ha permesso di osservare come l’infezione persista nonostante la produzione di anticorpi», aggiunge Marotta.

I risultati aprono la strada a studi sulla risposta immunitaria locale e sulla valutazione di possibili misure preventive, tra cui vaccini e interventi sul microbiota intestinale. Ridurre la colonizzazione dei polli rappresenta infatti un passaggio importante per limitare la presenza del batterio lungo la filiera avicola e, di conseguenza, il rischio di trasmissione alimentare all’uomo.

Fonte:

Persistent Intestinal Colonisation and Systemic Immune Activation Following Experimental Campylobacter jejuni Infection in Broiler Chickens