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PROCESSO

Randagi trattenuti più del necessario per ottenere rimborsi

Randagi trattenuti più del necessario per ottenere rimborsi
E' l'accusa al processo contro veterinari e animalisti. I Comuni di Teramo e Campli parte civile con la Asl e la Lega difesa del cane.
Quella che per la procura è la truffa dei cani approda davanti ai giudici del tribunale. A processo il responsabile dell'unità di randagismo dell'Asl, il direttore del dipartimento di prevenzione e responsabile del servizio sanità animale dell'Asl, il responsabile del servizio igiene degli allevamenti e produzioni zootecniche. A processo anche due esponenti dell'associazione che gestiva la struttura di ricovero finita nelle indagini, dei quali uno è indagato anche per esercizio abusivo della professione: secondo il magistrato si sarebbe sostituito al medico nella gestione sanitaria degli animali, facendo esami diagnostici e somministrando trattamenti terapeutici di competenza del medico. Un'accusa comune a tutti è quella dei maltrattamenti ad animali: secondo il magistrato avrebbero sottoposto 64 cani e 70 gatti a sevizie e fatiche costringendoli a vivere ammassati in ambienti angusti.

Secondo la procura 64 cani senza padrone raccolti in strada e portati in una struttura di Colleparco (successivamente smantellata) vi sarebbero stati trattenuti mesi e mesi indebitamente, oltre il periodo necessario a compiere le operazioni di microchippatura e sterilizzazione previste dalla legge prima della reimmissione sul territorio. Questo, sempre secondo l'accusa, perchè tenere gli animali "parcheggiati" imponeva ai Comuni "proprietari" degli stessi un esborso per garantire loro vitto e alloggio (due euro e 50 centesimi al giorno per ciascun cane). Somme che, a quanto ritengono gli inquirenti, venivano incassate dai gestori della struttura attraverso i contributi che di volta in volta arrivavano dai Comuni per il mantenimento degli animali. Per far sì che i cani venissero trattenuti occorreva però una certificazione che attestasse il loro cattivo stato di salute e la loro potenziale pericolosità a livello igienico-sanitario. Per questo sotto accusa sono finiti anche i veterinari.

Il Comune più danneggiato è quello di Teramo, che avrebbe speso oltre 250mila euro per mantenere decine e decine di cani. Le indagini sono state portate avanti dagli agenti della Forestale. (fonte: Il Centro)