Con una iniziativa congiunta Enpav e Fnovi chiedono l'avvio delle Scuole di specializzazione a.a. 2026-2026, anche prima che Palazzo Chigi proceda al riparto.
Subito i bandi e l'avvio delle Scuole di specializzazione post laurea per i Medici Veterinari. Lo chiedono in un documento congiunto la Federazione degli Ordini e l'Ente di Previdenza dei Veterinari, anche adottando misure transitorie che consentano agli Atenei di pubblicare i bandi e avviare le Scuole per l’anno accademico corrente.
Tutto ciò prima ancora del riparto finanziario che la Presidenza del Consiglio dei Ministri sta tardando ad emanare. La soluzione transitoria, proposta da Enpav e Fnovi rimanda a una fase successiva il riconoscimento delle borse di studio pur di evitare l’interruzione dei percorsi formativi.
"Senza borsa"- L'adozione di un Dpcm del riparto si riferisce a risorse già stanziate dalla Legge di Bilancio alle Scuole di Specializzazione Veterinarie, (una borsa di studio annuale di circa 4.773 euro lordi), ma non ancora assegnate. In una fase di stallo per la formazione specialistica veterinaria italiana, Enpav e Fnovi propongono anche di attivare posti “senza borsa”, in numero almeno pari ai posti coperti da borsa statale, così da non comprimere l’accesso alla formazione specialistica per mere ragioni finanziarie e garantire una risposta adeguata ai fabbisogni formativi e occupazionali del SSN e del sistema veterinario pubblico.
I posti- Il documento mette l'accento sulla distinzione tra i posti coperti da borsa statale, i posti con borse aggiuntive finanziate da Atenei, Regioni o altri enti e i posti senza borsa, in numero almeno pari ai posti con borsa, "al fine di non comprimere l’accesso alla formazione specialistica per mere ragioni finanziarie". L’attuale assetto - è la critica di fondo- rischia di produrre un effetto indesiderato "con la drastica limitazione del numero degli ammessi esclusivamente in funzione dei fondi disponibili, compromettendo l’accesso alla specializzazione e aggravando la carenza di professionalità specialistiche".
Tavolo tecnico urgente - Chiamando in causa il Ministero della Salute e le Regioni, Enpav e Fnovi chiedono anche un adeguamento dell’importo delle borse, delle condizioni di fruizione e dei possibili co-finanziamenti, anche mediante l’attivazione di un tavolo tecnico urgente. E' inoltre necessario un aggiornamento del fabbisogno triennale di specialisti.