Dopo il via libera, senza osservazioni, del Ministero vigilante, l'ENPAV si appresta ad attuare due importanti riforme previdenziali: il Cda pronto a deliberare su tempi e modalità. La riforma pensionistica dei Veterinari Specialisti Ambulatoriali e la riforma del "supplemento di pensione" saranno attuate con prossime delibere del Consiglio di Amministrazione dell'ENPAV. Le riforme, rispettivamente varate nel 2024 e nel 2025 hanno concluso il loro iter di approvazione, dopo il voto dell'Assemblea dei Delegati e il benestare del Ministero del Lavoro. "Gli interventi approvati, considerata la loro rilevanza, formeranno oggetto di ulteriori valutazioni e confronti"- fa sapere una nota della Presidenza dell'Ente.
Riforma Medici Veterinari Specialisti Ambulatoriali - La riforma interviene in modo significativo sulla regolamentazione dei Medici Veterinari Specialisti Ambulatoriali. In particolare, i compensi derivanti da convenzione vengono ora considerati a tutti gli effetti redditi professionali e, conseguentemente, dovranno essere dichiarati sul Modello1 Enpav al pari dei redditi da libera professione. Tali redditi entreranno pertanto nel calcolo della quota di pensione retributiva e della media reddituale ai fini pensionistici. Nel caso in cui il Medico Veterinario svolga anche attività libero-professionale, i relativi redditi si sommeranno ai compensi da convenzione sia ai fini contributivi sia ai fini pensionistici.
L’entrata in vigore della riforma richiede una specifica delibera attuativa del Consiglio di Amministrazione, che definirà tempi e modalità operative.
Riforma del supplemento di pensione dal 2027- La riforma del supplemento di pensione, che modifica l’art. 21, comma 7, del Regolamento di Attuazione allo Statuto. La riforma, operativa dal 2027, introduce importanti innovazioni: • il passaggio al metodo di calcolo contributivo del supplemento; • la possibilità di versare il contributo soggettivo in misura ridotta al 50%, con facoltà di incremento fino al 100% dell’aliquota ordinaria; • la riduzione della periodicità di maturazione del diritto, che passa da quadriennale a biennale, con l’obiettivo di rendere più tempestivo il riconoscimento delle prestazioni.
Anche questa riforma necessita di una successiva delibera consiliare che ne definisca gli aspetti operativi.