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Tribunale di Brescia 3La Corte d’appello di Brescia ha ridotto le pene nei confronti dei due veterinari dell’Ats di Brescia coinvolti nella vicenda dell'ex macello di Ghedi.

Dal processo di primo grado le condanne a carico dei due Veterinari erano state di due anni per il primo imputato e di  18 mesi di reclusione per l'altro.  Invece, le condanne in appello sono rispettivamente scese di un anno e otto mesi (per falso e  maltrattamento animale) e di sei mesi (per minacce a un collega). Ridotti anche i risarcimenti (cinque le parti che si sono costituite parte civile).

Per l'accusa i due veterinari avrebbero omesso «di effettuare le visite ante mortem e post mortem dei bovini presenti al macello Italcarni la cui carne doveva essere venduta per il consumo umano e omettevano di impedire una condotta di maltrattamento causa della poderosa contaminazione batterica della carne macellata». La struttura era finita sotto sequestro ad ottobre del 2015.

Davanti al giudice per le indagini preliminari era caduta l’accusa più grave, quella relativa all’adulterazione della carne destinata al mercato. Contro quest'ultima decisione la Procura aveva fatto ricorso, ma ieri la Corte d’appello ha confermato il giudizio emesso nel primo grado.

Per i legali difensori, il fatto che la Corte abbia rigettato il ricorso della procura "è una buona notizia. Si tratta di un altro piccolo tassello del percorso che ci auguriamo possa portarci all'assoluzione in Cassazione".  Per una valutazione più completa sarà necessario attendere le motivazioni, ma "il portato dell'accusa è stato drasticamente ridimensionato».
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