Il Ministero della Salute ha pubblicato il protocollo per le attività di ricerca e quantificazione di geni di antibiotico-resistenza nei reflui urbani non trattati.
La procedura riportata nel protocollo viene utilizzata per la ricerca e quantificazione di geni di resistenza agli antibiotici nelle acque reflue urbane non trattate, ossia raccolte in ingresso agli impianti di depurazione, prima dei trattamenti.
Epidemiologia delle acque- Le attività rientrano nel monitoraggio ambientale previste dal
Piano Nazionale di Contenimento dell’Antimicrobico Resistenza (PNCAR) 2022-2025 (prorogato per il 2026) con particolare riferimento alla sorveglianza dell’antimicrobico resistenza (AMR) nella popolazione generale, attraverso un approccio di epidemiologia delle acque reflue (wastewater-based epidemiology).
L’obiettivo è quello di integrare i dati clinici basati sulla ricerca di batteri resistenti patogeni per l’uomo, evidenziando l’occorrenza di nuove resistenze e
individuando tendenze temporali e/o spaziali, così da contribuire alla valutazione del fenomeno dell’antibiotico resistenza e all’implementazione di programmi ed interventi per il suo contenimento.
Protocollo di campionamento e analisi- In questo contesto, il protocollo fornisce linee guida per il campionamento, l'analisi e l'interpretazione dei dati, assicurando la coerenza dei risultati tra le diverse regioni e facilitando una valutazione armonizzata del fenomeno dell’AMR a livello nazionale. Il Gruppo di Lavoro “Geni di Antibiotico Resistenza” ha selezionato i seguenti target genici prioritari
- blaCTX-M, resistenza ai β-lattamici, correlato ad E. coli-ESBL (Extended Spectrum Beta-Lactamase) monitorato dal GdL-batteri;
- blaKPC, resistenza ai carbapenemi, correlato ad E. coli-CR monitorato dal GdL-batteri;
- vanA, resistenza alla vancomicina, correlato ai VRE monitorati dal GdL-batteri;
- qnrS, resistenza ai fluorochinoloni, antibiotici di sintesi stabili nell’ambiente;
- intI1, integrasi, indicatore di impatto antropico;
-16S rRNA, indicatore della carica batterica totale e normalizzatore del dato
Il contesto- Residui di antibiotici vengono rilasciati nei rifiuti, principalmente nelle acque reflue e nei fanghi per quanto concerne il settore umano e nel letame di
allevamento per gli animali allevati. Le acque reflue possono essere veicolo di numerosi microrganismi patogeni e non patogeni, quali virus, batteri, funghi, protozoi ed elminti. Conseguentemente, il loro processamento può comportare esposizione ad agenti di natura biologica che possono rappresentare un rischio per la salute dell’operatore.
Numerose evidenze scientifiche mostrano "quantità preoccupanti di antibiotici e di batteri resistenti agli antibiotici nei fiumi e nelle acque reflue"- si legge nel PNCAR- che pertanto vengono utilizzate sempre più spesso come fonte di osservazione dinamica della circolazione degli agenti patogeni mediante gli approcci della Wastewater based epidemiology, (WBE).
Ricerca e quantificazione di geni di antibiotico-resistenza nei reflui urbani non trattati(Protocollo, Rev pubblicata il 27 marzo 2026)