Più chiarezza per le importazioni e meno adempimenti per i piccoli operatori. L’intesa dovrà ora passare al vaglio di Consiglio e Parlamento europeo.
Semplificazioni per i piccoli operatori - La presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio per aggiornare la normativa sul biologico. La revisione riguarda produzione, etichettatura, certificazione e commercio dei prodotti biologici e punta a rendere il quadro normativo più chiaro e uniforme, alleggerendo gli oneri amministrativi e rafforzando la fiducia dei consumatori.
Tra le novità più rilevanti figura l’ampliamento delle esenzioni dalla certificazione per i piccoli operatori che vendono direttamente ai consumatori prodotti biologici sfusi. La soglia di fatturato annuo passerebbe da 20.000 a 40.000 euro, calcolata come media dei cinque anni precedenti, mentre il limite di vendita annuale verrebbe elevato da 5.000 a 10.000 chilogrammi. In presenza di specifici requisiti, l’esenzione potrebbe essere estesa anche ai piccoli rivenditori online di prodotti biologici preconfezionati.
Regole più chiare per le importazioni - L’intesa conferma che i prodotti provenienti da Paesi terzi riconosciuti equivalenti agli standard europei potranno continuare a essere commercializzati come biologici mantenendo il logo del Paese d’origine. Per utilizzare il logo biologico dell’UE, invece, dovranno rispettare requisiti aggiuntivi in materia di produzione e controlli, compresi quelli relativi alla gestione del suolo, al benessere animale e ai processi di trasformazione.
Il sistema di equivalenza, attualmente applicato a undici Paesi tra cui Argentina, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti, verrebbe prorogato fino al 31 dicembre 2036. È stata inoltre accantonata la proposta di consentire l’uso del logo biologico europeo per prodotti contenenti meno del 5% di ingredienti provenienti da Paesi terzi non conformi ai requisiti supplementari previsti dall’UE.
Deroghe temporanee e iter finale - L’accordo prevede un periodo transitorio per l’utilizzo di mangimi proteici non biologici destinati a suini e pollame e per il novellame impiegato nell’acquacoltura. Le deroghe saranno progressivamente eliminate. I prodotti già etichettati in base alla normativa vigente potranno comunque restare in commercio fino a esaurimento delle scorte.
L’intesa raggiunta è ancora provvisoria e dovrà essere formalmente approvata dal Consiglio e dal Parlamento europeo. L’obiettivo delle istituzioni europee è completare l’iter legislativo entro la fine del 2026.
Fonte:
Il Consiglio e il Parlamento raggiungono un accordo su misure aggiornate a sostegno dell'agricoltura biologica nell'UE - Consiliuml Consiglio e il Parlamento raggiungono un accordo su misure aggiornate a sostegno dell'agricoltura biologica nell'UE
https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2026/10/20/council-and-parliament-strike-deal-on-updated-measures-to-support-organic-farming-in-the-eu/?utm_source=brevo&utm_campaign=AUTOMATED%20-%20Alert%20-%20Newsletter&utm_medium=email&utm_id=3318La presidenza irlandese del Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio su norme aggiornate in materia di produzione, etichettatura, certificazione e commercio di prodotti biologici. L'obiettivo è sostenere la competitività del settore biologico dell'UE mantenendo al tempo stesso standard elevati e preservando la fiducia dei consumatori.
Questa revisione mirata renderà le norme esistenti più chiare e più facili da applicare. Ridurrà gli oneri amministrativi per gli agricoltori e le imprese, in particolare gli operatori più piccoli, e garantirà una maggiore certezza del diritto per le importazioni di prodotti biologici. Contribuirà inoltre a garantire la continuità del commercio internazionale, preservando allo stesso tempo l'integrità del marchio biologico dell'UE.