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LA RISPOSTA

Carne equina, la UE rimanda il giudizio sulle pdl italiane

Carne equina, la UE rimanda il giudizio sulle pdl italiane
Su un eventuale divieto nazionale di carni equine la Commissione UE non interferisce, ma avverte: eventuali regole tecniche vanno notificate prima dell'adozione.
La Commissione Europea non si pronuncia sulle proposte di legge italiane sul divieto di produzione, macellazione, commercializzazione, importazione e consumo di carne equina. Interrogato in proposito dall’Eurodeputato Michele Picaro (ECR Conservatori e Riformisti Europei) il Commissario all’Agricoltura europeo, Christophe Hansen, a nome della Commissione europea, ha sospeso il giudizio sui lavori parlamentari in corso. Tuttavia, ha indicato i criteri di valutazione della Commissione e i meccanismi di notifica pre-normativa.

La domanda- “La riclassificazione unilaterale di una specie animale ammessa alla produzione alimentare è compatibile con l'unità del mercato interno e con la politica agricola comune?” - L’On Picaro ha messo l’accento sul cambio di status proposto dalle pdl nazionali, alla luce del fatto che la carne equina rientra tra i prodotti agricoli del mercato unionale (regolamento (UE) n. 1308/2013).

La risposta- La compatibilità con il diritto dell'Unione di un eventuale divieto delle carni equine è valutabile solo su un testo di legge emanato. Ma se la proposta di legge contenesse “regole tecniche” quali definite dalla direttiva (UE) 2015/1535- fra cui un divieto produttivo e commerciale- allora è necessario informare la Commissione, di un tale progetto- ha risposto Hansen.

Citando la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, il Commissario ha spiegato che le regole del mercato comune consentono agli Stati membri di adottare norme “idonee a garantire la realizzazione dell'obiettivo perseguito”, ma “senza eccedere quanto necessario per il suo raggiungimento”. Le leggi nazionali non possono ostare al buon funzionamento del mercato in un determinato settore. Ma, dal momento che le proposte sono ancora in discussione al Parlamento italiano, “la Commissione si astiene dal formulare ulteriori osservazioni in questa fase”- ha concluso.