A che punto sono le valutazioni del rapporto rischio-beneficio dei vaccini autorizzati dall'EMA? Cinque ad uso veterinario e sette antinfluenzali ad uso umano.
Sulla vaccinazione contro l'influenza aviaria l'eurodeputato
Sergio Berlato (ECR) sollecita la Commissione Europea ad aggiornare i cittadini europei in merito ai vaccini autorizzati fino ad ora, sui loro rischi e sui loro benefici.
Con una interrogazione pubblicata questo mese, Berlato chiede alla Commissione misure per garantire piena trasparenza e accesso alle informazioni relative all'efficacia dei vaccini autorizzati, inclusi criteri di selezione degli stessi, dati sull'efficacia e protocolli di sorveglianza post-vaccinale (cd strategia "DIVA"-Differentiating Infected from Vaccinated Animals). L'interrogante chiede che venga valutato il rischio, umano ed animale, e il conseguente potenziale danno alla sicurezza alimentare.
Impennata di casi e vaccini autorizzati- Berlato cita fonti delle Agenzie europee EFSA e EMA. Nel novembre 2025, l'EFSA ha
riferito che, nei tre mesi precedenti, sono stati rilevati 1. 443 casi di influenza aviaria in uccelli selvatici, soprattutto acquatici, in 26 Stati UE, un dato mai così rilevante dal 2016 in poi. Nel novembre 2025, l'EMA ha
autorizzato all'uso:
- cinque vaccini veterinari contro il virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità, sottotipo H5;
- sette vaccini antinfluenzali ad uso umano per la preparazione alla pandemia, e 4 antivirali.
Le specifiche per le autorizzazioni all'uso indicherebbero - rileva l'interrogante- che si tratta di medicinali ancora in fase sperimentale ("medicinale autorizzato in circostanze eccezionali") che sono richiesti ulteriori studi "per ottenere dati sull'efficacia" pur essendo "i benefici del vaccino sono superiori ai suoi rischi".
Ulteriori richieste- La Commissione Europea, infine, viene sollecitata a chiarire quali misure di prevenzione strutturale, come la verifica della densità degli allevamenti e programmazione produttiva, accompagneranno la vaccinazione al fine di ridurre il rischio di nuovi focolai. E, infine se abbia effettuato o intenda effettuare valutazioni sull'impatto della vaccinazione sulle esportazioni verso Paesi terzi e sulla competitività della filiera.