Sul riconoscimento del titolo la Fnovi "in linea di principio è favorevole". Ma "devono essere garantite alcune importanti condizioni".
"In linea di principio la Fnovi è favorevole ad un quadro legislativo comune per il riconoscimento dei titoli di laurea ottenuti in Paesi non UE che consentano l’accesso all’esercizio della professione di medico veterinario anche perché la libera circolazione potrebbe almeno parzialmente risolvere la carenza di professionisti. Altrettanto condivisibile è l’approccio alla semplificazione e al contenimento dei costi per le procedure di riconoscimento dei titoli da parte delle AC. Considerato che la professione del medico veterinario ha come ambito anche la tutela della salute pubblica, devono però essere garantite alcune importanti condizioni".
E' la posizione della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani, trasmessa alla Commissione Europea, nell'ambito della consultazione pubblica sulla “Trasferibilità delle competenze, per agevolare la mobilità dei lavoratori nell'UE". L' iniziativa intende sfruttare gli strumenti esistenti per la trasparenza delle competenze e delle qualifiche per agevolare la mobilità dei lavoratori, rafforzare il mercato unico e facilitare la comprensione e accettazione delle competenze e qualifiche in tutta l'UE.
Alcune condizioni segnalate da Fnovi sono: - la semplificazione non dovrebbe in alcun caso abbassare il livello delle verifiche sull’autenticità dei documenti presentati - il divario nella formazione ottenuta nei Paesi non UE potrà essere colmato tramite misure compensative – come attualmente avviene in Italia, dove inoltre gli Ordini verificano le conoscenze linguistiche dei medici veterinari prima dell’iscrizione all’Albo (iscrizione obbligatoria per l’esercizio della professione). Inoltre, la Fnovi raccomanda la stretta collaborazione fra AC nazionali e ritiene utile una linea di indirizzo comune a tutela dei professionisti, ad esempio migliorando la chiarezza delle informazioni rilasciate dai singoli punti di contatto.