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DL FISCALE

Compensi ai professionisti: bene la retromarcia della PA

Compensi ai professionisti: bene la retromarcia della PA
Tetto di 5.000 euro per il blocco dei pagamenti spettanti ai liberi professionisti. Lo prevede un emendamento al DL Fiscale. Confprofessioni plaude alla "retromarcia".

«L’approvazione dell’emendamento al DL Fiscale  che introduce una soglia di 5.000 euro per la verifica della regolarità fiscale dei professionisti nei pagamenti della PA, rappresenta un atto di ragionevolezza che accoglie le incessanti istanze di Confprofessioni». Lo dichiara in una nota il Presidente di Confprofessioni, Marco Natali, commentando il via libera della Commissione Finanze del Senato alla modifica della norma introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.

«La previsione originaria, che disponeva il blocco dei pagamenti e la compensazione coatta per debiti iscritti a ruolo di qualunque ammontare, appariva sproporzionata e penalizzante per migliaia di lavoratori autonomi», continua Natali. «Il meccanismo rischiava di sottrarre ai professionisti la liquidità necessaria al proprio sostentamento anche per pendenze minime o non ancora definitive. L’introduzione di una soglia di sbarramento corregge una palese disparità di trattamento rispetto ad altre categorie di creditori dello Stato e restituisce dignità e certezza ai compensi professionali».

Secondo Confprofessioni, questo risultato deve ora fare da apripista a un intervento strutturale su un altro tema cruciale: l’effettiva valorizzazione delle prestazioni professionali.

«Superata questa criticità, la priorità assoluta diventa il rafforzamento della legge sull’equo compenso », sottolinea il Presidente Natali. «È necessario potenziare la normativa vigente estendendone il perimetro di applicazione, oggi limitato da soglie dimensionali dei committenti troppo elevate, e includendo anche i rapporti di natura non convenzionale. Sebbene l’impostazione della disciplina generale sia condivisibile, intervenire su queste criticità applicative è l’unica via per garantire alla legge sull’equo compenso una reale ed effettiva operatività».


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