Anche il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati scrive alla UE e contesta le modalità di individuazione del personale degli enti di certificazione proposte dall'Italia.
Le
osservazioni del Presidente del Collegio
Roberto Orlandi (foto)-
pubblicate dalla Commissione Europea- fanno riferimento in particolare all'allargamento dei requisiti professionali previsti per il personale degli Organismi di Certificazione nell'Allegato 1, Parte B, del
testo inviato alla procedura TRIS dai Ministeri italiani.
A questo proposito, afferma la nota del Collegio, la disciplina del Sistema SQNBA "appare suscettibile di determinare restrizioni ingiustificate e sproporzionate nell’accesso" all'attività professionale e presenta "una disparità di trattamento tra soggetti in possesso di qualificazioni accademiche equivalenti o maggiormente pertinenti". In sostanza, nell'ampliare le classi di laurea per l'accesso al ruolo di valutatore in produzione primaria, il testo proposto dall'Italia realizza una situazione di confusione e conflitto di competenze, a detrimento degli Agrotecnici.
La disposizione contestata- L'obiezione del Collegio rivolta al passaggio della bozza sull'Albo degli Agronomi Forestali, "sicché il laureato in Classi LM-69, ove scegliesse legittimamente di iscriversi all’Albo degli Agrotecnici Laureati, non potrebbe aspirare ad assumere il ruolo di Ispettore SQNBA per la Produzione primaria, pur avendo lo stesso titolo di studio ed in assenza di competenze riservate in capo agli Agronomi Forestali, in violazione della concorrenza nei servizi professionali nonché della “par condicio”.
Inoltre, il possesso di una qualificazione accademica specificamente zootecnica (Laurea L38) non è di per sé sufficiente ad accedere alla funzione professionale “zootecnica” superiore di
valutazione, a svolgere la quale sono invece chiamati soggetti (Laurea LM69) privi di quella specifica formazione, in quel corso di studi prevista minimamente od affatto.
"Nessuna competenza veterinaria"- Il Collegio degli Agrotecnici contesta il passaggio del provvedimento proposto dal Masaf e dal Ministero della Salute che recita: “La valutazione presso gli Operatori della produzione primaria deve essere condotta da un medico veterinario e da un dottore agronomo, nel rispetto delle rispettive competenze”. Una frase "di stile" secondo il Collegio "posto che gli iscritti nell’Albo degli Agronomi non hanno che minime competenze zootecniche, e nessuna veterinaria, sicché ove dovessero operare sulla base di queste non opererebbero affatto, così come non hanno sinora operato in questo delicato segmento".
Non è vero che mancano Veterinari- La motivazione indicata dai Ministeri di Italiani per ampliare l'accesso al ruolo di Valutatori sta nella carenza di medici veterinari. Una affermazione " apodittica, contestata dall’Ordine Nazionale dei Medici Veterinari, che ha più volte decisamente negato che tale carenza esista mentre, per certo, non risultano che vi siano state certificazioni SQNBA non rilasciate nei termini sicché è consentito nutrire dubbi sulla veridicità di quanto affermato dal Governo italiano nel “Preambolo” del provvedimento.
Obiezioni procedurali- Il Collegio contesta la mancanza di una appropriata consultazione sulla proposta trasmessa dall'Italia alla Commissione Europea. Stigmatizzato anche il mancato passaggio del testo all'Antitrust nazionale.
Le richieste alla Commissione Europea- Il Presidente Orlandi, chiede alla Commissione di verificare la correttezza della disposizione che individua i profili e le lauree che permettono l'accesso alla funzione di valutatore della produzione primaria. Fra le richieste di verifica anche quella sulla fondatezza della motivazione alla base dell'ampliamento dei ruoli: la presunta temporanea carenza di Medici Veterinari.
DOCUMENTO_COLLEGIO_AGROTECNICI.pdf925.Foto: agrotecnici.itSQNBA, la Veterinaria scrive alla Commissione Europea