Iniziativa del Dipartimento di Scienze Veterinarie di Torino: un progetto di ricerca contro la mortalità antropica da attività illegali come avvelenamento, abbattimento e cattura illecita.
Il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Torino è alla ricerca di partner interessati ad aderire ad un consorzio per la presentazione di una proposta progettuale nell’ambito del
Programma LIFE- sottoprogramma “Natura e Biodiversità”. Lo
rende noto il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.
WildeForce e Medicina Veterinaria Forense- L'intento del progetto WildeForce
(European Wildlife Forensic Intelligence Framework for Biodiversity Conservation) è di affrontare una delle principali minacce alla conservazione della fauna selvatica in Europa. L'assenza di procedure investigative armonizzate e la disomogeneità delle competenze tecnico-scientifiche limitano spesso la possibilità di identificare correttamente le cause di morte e di trasformare le evidenze raccolte in interventi efficaci di conservazione.
L'obiettivo finale è trasformare le evidenze derivanti dalla mortalità della fauna selvatica in informazioni utilizzabili per la conservazione, contribuendo alla riduzione delle pressioni sulle specie protette, alla gestione della rete Natura 2000 e all'attuazione della normativa europea in materia di natura e biodiversità.
Armonizzare il percorso investigativo- Il progetto propone lo sviluppo di EWFIS (European Wildlife Forensic Intelligence System), un sistema operativo integrato che combina medicina veterinaria forense, patologia, tossicologia, genetica, entomologia forense, stima dell'intervallo post-mortale, dati ecologici e geospaziali e strumenti digitali.
L'obiettivo è di armonizzare l'intero percorso investigativo, dal rinvenimento dell'animale e dall'esame della scena alla necroscopia, alle analisi di laboratorio, all'interpretazione integrata dei risultati e alla loro utilizzazione a supporto delle decisioni di conservazione. Le metodologie saranno validate scientificamente e successivamente sperimentate in condizioni operative reali, in siti Natura 2000 e aree protette appartenenti a differenti contesti europei. Il progetto valuterà in modo quantitativo l'efficacia del sistema nel migliorare la qualità delle indagini, ridurre le criticità evitabili e aumentare la capacità di riconoscere e interpretare la mortalità antropica.
WildeForce prevede anche formazione specialistica, strumenti digitali interoperabili e una strategia di replicazione e adozione istituzionale.
Chi può aderire al consorzio- Possono diventare partner di WildeForce le organizzazioni con competenze complementari in ambito scientifico e di conservazione. In particolare:
-Università, facoltà di medicina veterinaria e istituti di diagnostica veterinaria con competenze in patologia della fauna selvatica e medicina legale veterinaria.
-Laboratori forensi e team specializzati in tossicologia, genetica forense, biologia molecolare, entomologia forense e discipline correlate.
-Gestori dei siti Natura 2000, autorità delle aree protette, centri di soccorso per la fauna selvatica e organizzazioni in grado di attuare casi pilota in condizioni reali di conservazione.
-Autorità ambientali e, eventualmente, organismi preposti all’applicazione di norme ambientali coinvolti nelle indagini sulla mortalità della fauna selvatica.
-Organizzazioni con competenze in materia di informazioni geospaziali, prove digitali, sistemi di dati e strumenti di supporto decisionale per le indagini sulla mortalità della fauna selvatica.
-Istituzioni in grado di contribuire alla formazione, alla replicabilità, alla creazione di reti e all’adozione di metodologie forensi armonizzate relative alla fauna selvatica in tutta Europa.
I candidati interessati a collaborare con l’Università di Torino possono contattare la Prof.ssa
Frine Eleonora Scaglione all’indirizzo e-mail:
Frineeleonora.scaglione@unito.itPer approfondimentiRapporto LIFE - Wilde life and crime