La situazione "è in continua evoluzione". Dal Ministero della Salute le prime informazioni sulla zona infetta, dopo i casi di PSA nel cinghiale in provincia di Roma.
Sono quattro i casi di Peste Suina Africana (PSA) in altrettante carcasse di cinghiale rinvenute in Provincia di Roma, nel Comune di Riano. Il Direttore Generale della Salute Animale,
Giovanni Filippini, dettaglia le rilevazioni alla data del 2 settembre.
Cinghiale segnalato a bordo strada- Il primo ritrovamento e la prima conferma sono del 27 agosto. Gli altri casi sono stati rinvenuti e confermati nelle giornate successive a seguito dell’incremento dell’attività di ricerca attiva delle carcasse, tempestivamente programmata ed effettuata dal giorno successivo al primo ritrovamento.
La carcassa del primo animale positivo è stata rinvenuta a seguito di una segnalazione, con età stimata compresa tra 6 e 18 mesi, e dalle prime ipotesi la morte è stata fatta risalire a circa quattro giorni precedenti il ritrovamento, ciò ai fini di stabilire il periodo a rischio su cui calibrare le attività di controllo e rintraccio. L’animale è stato ritrovato a bordo strada, pertanto potrebbe essere deceduto a causa di incidente stradale.
Gruppo Operativo di Esperti e Unità Centrale di Crisi- Immediata la convocazione del Goe e dell'Unità di Crisi per definire la zona infetta e valutare le prime misure da adottare: dall'aggiornamento tecnico è emerso che le autorità veterinarie regionali e locali hanno prontamente avviato i controlli negli allevamenti ricadenti in zona infetta e l'intensificazione della sorveglianza.
Via libera della Commissione e Decisione in GUCE - La di zona infetta approvata dalla UCC è stata accolta favorevolmente dalla Commissione Europea, per stabilire la zona infetta e la durata della stessa prima nell’inclusione in zona di restrizione parte II. Sono in fase di valutazione anche le limitazioni alle attività antropiche nell’area infetta che, tenuto conto del periodo estive sono "fortemente" raccomandabili.
Fino al 30 novembre 2026- La
Decisione di Esecuzione della Commissione - pubblicata sulla GUCE oggi- convalida le decisioni delle autorità italiane: l'Italia istituisce una zona infetta in relazione alla peste suina africana che comprende almeno le aree elencate nell'allegato della decisione stessa. La zona infetta riflette le norme unionali: l'articolo 63 del regolamento delegato (UE) 2020/687 e l'articolo 3, lettera b), del regolamento di esecuzione (UE) 2023/594.
La zona infetta corrisponde all'area della Città metropolitana di Roma Capitale, limitata:
-a sud, dal Grande Raccordo Anulare (A90);
-a ovest, dalla strada regionale SR 2 bis Via Cassia Veientana e dalla strada statale SS 2 Via Cassia;
-a est, da via Nomentana (SP 22a), via Sandro Pertini (SP 25b), via Castelchiodato (SP 25a) e autostrada A1/E45 Autostrada del Sole;
-a nord, dal confine tra Roma Capitale e la provincia di Viterbo, nel tratto che va dalla strada statale SS 2 Via Cassia a ovest fino all'autostrada A1/E45 Autostrada del Sole a est.
In queste aree si applicano le misure speciali di controllo previste per le zone di restrizione II.
Nuova introduzione virale?- Intanto, sono in corso le indagini epidemiologiche finalizzate a individuare l'origine dell'infezione, nonché sulle caratteristiche del virus al fine di identificare se si tratta di una nuova introduzione virale nella zona. Ciò in quanto, come noto, la provincia di Roma era stata dichiarata ufficialmente indenne dalla PSA nel gennaio 2025 a seguito dell’ondata di infezione che aveva interessato l’area metropolitana di Roma nel maggio 2022.
DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2026/1973 relativa ad alcune misure di emergenza provvisorie contro la peste suina africana in Italia
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Nel Lazio è tornata la Peste Suina Africana