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INCOLUMITA' PUBBLICA

Aggressioni canine: ordinanza in scadenza, nessuna legge

Aggressioni canine: ordinanza in scadenza, nessuna legge
Scadono il 4 settembre i dodici mesi di proroga dell'ordinanza per la tutela dell'incolumità pubblica dalle aggressioni canine. Da 23 anni la materia è disciplinata in regime d'urgenza.

Risale al 2003 il primo intervento regolatorio del Ministero della Salute per la prevenzione delle aggressioni canine, attraverso lo strumento contingibile e urgente dell'ordinanza ministeriale. Il 4 settembre scadrà l'ennesima proroga di misure che nel tempo si sono evolute in forme di repressione degli illeciti e di sviluppo del possesso responsabile.

Scaduti i canonici dodici mesi di vigenza anche l'ordinanza 10 luglio 2025 sarà verosimilmente prorogata "nelle more dell'emanazione di una disciplina normativa organica" che il Parlamento nazionale non ha mai varato. Stralciata o derubricata, la materia giace a livello di proposte di legge, l'ultima delle quali per iniziativa del Consiglio regionale della Lombardia. La proposta di legge, risulta assegnata alla X Commissione del Senato, ma l'iter non è stato avviato.

Una materia spinosa- Per evitare un vuoto normativo assoluto il Ministero della Salute ha mantenuto in vita la propria ordininanza, perfezionandola nel tempo e spostando sempre di più la responsabilità del possesso in capo ai proprietari per i quali sono previsti percorsi formativi volontari.
La disciplina della materia pone numerose sfide regolatorie, tra cui l'individuazione delle tipologie di cani che sarebbero potenzialmente pericolose o maggiormente "impegnativi" ai fini della tutela dell'incolumità pubblica. Dalla prima black list del 2003, la comunità scientifica veterinaria è contraria ad imputare alle razze canine un vulnus intrinseco.
Nemmeno l'Unione Europea ha affrontato la materia in questa prospettiva nel suo primo regolamento dedicato ai cani e ai gatti della storia unionale. Le istituzioni europee hanno optato per una chiave di lettura comportamentale e di benessere attraverso la socializzazione.

Prevenzione dell'aggressività nel nuovo regolamento europeo - Il regolamento (UE) 2026/1818 si pone il problema della riduzione del rischio di aggressioni nei confronti dell'uomo in chiave di benessere dei cani nati o detenuti negli "stabilimenti". In questi ambienti sono richieste misure di socializzazione con membri della stessa specie, con gli esseri umani e, se possibile, con altri animali. Elementi stimolanti e privi di minacce consentono uno sviluppo comportamentale equilibrato. Viceversa, cani e gatti allevati in condizioni di scarso benessere- afferma il regolamento- "possono rappresentare un rischio per la sicurezza pubblica, in quanto è possibile che reagiscano sviluppando comportamenti aggressivi".

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