Il sistema del farmaco veterinario "necessita di un riequilibrio". ENPAV e FNOVI fanno fronte comune per chiedere semplificazioni e sgravi fiscali.
In Europa solo l'Italia può vantare un modello di gestione del farmaco veterinario, fondato su un impianto normativo "altamente strutturato". Ma ai punti di forza si affiancano alcune criticità, messe nero su bianco da un
documento congiunto di ENPAV e FNOVI. Una convergenza di intenti che i due enti segnalano anche sul regime impositivo delle prestazioni veterinarie,
prendendo posizione contro l'aliquota IVA massima, del 22%. I due documenti sono stati presentati alla platea di Varese, dove ENPAV e FNOVI hanno riunito le rispettive assemblee.
Se il regime fiscale sulle prestazioni veterinarie private appare immutabile da alcune Legislature, il quadro normativo europeo sul farmaco veterinario sta evolvendo.
Il cambiamento non sembra portare buoni auspici, bensì virare verso una maggiore complessità applicativa. Ed è qui che FNOVI e ENPAV, con un'azione inedita mettono in luce i rischi per la sostenibilità e lo sviluppo professionale.
Il documento sul farmaco veterinario cita- fra l'altro- limitazioni all’utilizzo in deroga degli antimicrobici, un aumento significativo della complessità operativa, il vincolo di attenersi al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (SPC), la limitata disponibilità di specialità medicinali, la complessità delle segnalazioni di farmacovigilanza.
Il sistema REV "richiede oggi un’attenzione particolare sotto il profilo della sostenibilità operativa". Il riferimento è alle modalità di accesso e all'esigenza di equilibrio tra sicurezza e funzionalità, evitando che gli strumenti digitali diventino un ostacolo all’attività professionale. "È fondamentale che il sistema resti uno strumento di supporto al medico veterinario e non un ulteriore elemento di complessità".
Il documento sul farmaco veterinario si appunta anche sull'elevato livello delle sanzioni, che "rischia di determinare effetti sproporzionati rispetto alla natura delle violazioni, soprattutto quando si tratta di irregolarità formali".
Nel breve e medio termine- è la conclusione- sarà necessario intervenire sulla disponibilità dei medicinali, sulla sostenibilità economica delle terapie, sulla semplificazione degli strumenti operativi e sulla proporzionalità dei controlli e delle sanzioni.