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CONVERSIONE IN LEGGE

DL Sicurezza: sequestro preventivo anche dei profili social

DL Sicurezza: sequestro preventivo anche dei profili social
Ordine di rimozione dell'illecito on line. Il Codice di procedura penale consentirà il sequestro preventivo anche di profili social personali, siti web e piattaforme online.

Si allunga l’elenco dei beni ai quali sarà applicabile la misura cautelare del sequestro preventivo. Durante la conversione del decreto legge 24 febbraio 2026, n. 23- Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica- il Parlamento ha introdotto una norma che estende l'intervento ai contenuti online della pagina personale e ai relativi dati. La novità modifica il funzionamento del sequestro preventivo che diviene applicabile a tutti i procedimenti in cui sarà necessario e attuabile.

La nuova norma- Alle norme attuative del Codice di procedura penale - all’articolo 104, comma 1, del decreto legislativo 28/07/1989, n. 271- viene aggiunta una lettera (e-bis) che rende eseguibile il sequestro preventivo anche “sui contenuti online del profilo personale e sui relativi dati, mediante ordine ai prestatori di servizi di hosting, ai fornitori di piattaforme online o di motori di ricerca o ai prestatori di servizi intermediari della società dell’informazione quali definiti all’articolo 1, paragrafo 1, lettera b), della direttiva (UE) 2015/1535, di rimuovere i contenuti e i dati o disabilitare l’accesso al profilo, garantendo comunque, ove tecnicamente possibile, la fruizione dei contenuti estranei alle condotte illecite” ».

Come funziona il sequestro preventivo di contenuti on line- Fatta salva la possibilità di consentire la fruizione dei contenuti estranei alle condotte illecite, il sequestro è eseguito tramite un ordine di rimozione dei contenuti e dei dati o di inabilitazione dell’accesso al profilo.
L’ordine di rimozione è rivolto:
-ai prestatori di servizi di hosting
-ai fornitori di piattaforme on line o di motori di ricerca
-ai prestatori di servizi intermediari della società dell’informazione, individuati sulla base della direttiva Ue 2015/1535: «qualsiasi servizio prestato normalmente dietro retribuzione, a distanza, per via elettronica e a richiesta individuale di un destinatario di servizi». 

Sul Decreto Sicurezza, il Governo ha chiesto e ottenuto la fiducia del Parlamento. Il provvedimento si avvia all'approvazione finale, attesa per domani.