La normativa sull'erogazione di prestazioni in strutture veterinarie autorizzate non vieta di compiere atti di cura al di fuori di esse. Ma non tutti. E servono regole.
Il Ministero della Salute ha ufficialmente escluso che l'Accordo Stato Regioni che dal 2003 disciplina i requisiti strutturali e organizzativi per l'erogazione di prestazioni veterinarie contenga un divieto assoluto per l'esercizio al di fuori delle strutture veterinarie autorizzate. Il chiarimento, sollecitato dalla Fnovi nei mesi scorsi, è propedeutico all'adozione di regole ad hoc per quegli atti medico-veterinari che vengono compiuti in contesti, ad esempio domiciliari, che richiedono di raggiungere il paziente-animale bisognoso di cure. Oltre al domicilio del paziente-animale, i contesti di cura possono essere differenti, come strutture non prettamente veterinarie. Ma non si tratta di una liberalizzazione generalizzata.
Atti a minima invasività - Oggetto del chiarimento sono soltanto "atti non invasivi e/o a minima invasività, quali visite cliniche, diagnosi e trattamenti terapeutici (ivi inclusi fisioterapia e agopuntura) - precisa il Ministero della Salute. Questi soli possono essere eseguiti anche al di fuori delle strutture veterinarie, "previa valutazione del rischio complessivo da parte del medico veterinario". Il professionista deve agire sotto la propria responsabilità, garantendo che il contesto d'intervento rispetti i principi di tutela del benessere animale, proporzionalità dell'intervento e sicurezza ed efficacia della prestazione.
Serve una prassi sicura e armonizzata- La Fnovi preparerà una relazione tecnica per il Ministero della salute, che individui l'elenco dettagliato delle attività non invasive erogabili all'esterno e declini i requisiti minimi (logistici e strutturali) che "i luoghi alternativi" devono possedere per garantire sicurezza ed efficacia per ogni specie trattata. L'obiettivo finale è la creazione di un quadro regolatorio certo - precisa la Fnovi- che valorizzi la flessibilità della prestazione professionale senza derogare agli standard di sicurezza e qualità.
Per il Presidente Gaetano Penocchio si tratta di una "evoluzione verso una medicina veterinaria più flessibile e vicina alle esigenze del territorio, ma strettamente vincolata a standard di sicurezza e responsabilità professionale definiti". La Federazione ha annunciato un Tavolo istituzionale.