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Pet BoardingSono ancora numerose le attività di servizio agli animali sospese o chiuse. La riattivazione dipende dalle singole regioni. ANMVI chiede uniformità nazionale.

Nonostante le riaperture della Fase 2, sono ancora molte le attività di servizio agli animali che non sono omogeneamente consentite sul territorio nazionale. E' il caso di pensioni/asili per animali da compagnia, tolettatura, addestramento, dog sitting, istruzione, educazione e riabilitazione cinofila, ecc.

Si tratta di attività ricadenti nel Codice ATECO 96.09.04 - o ad esso riconducibili per affinità di servizio agli animali- tutte funzionali alla tutela e al benessere degli animali da compagnia e sussidiarie o complementari al mantenimento o al ristabilimento delle loro condizioni di salute. Per questo l'ANMVI ha interessato le Regioni e i dicasteri di riferimento, chiedendo "uno sforzo di coordinamento regionale e nazionale per la loro riattivazione in tutte le Regioni".

Ferme restando le misure di prevenzione e contrasto alla diffusione del virus SARS Cov-2 che tutte le attività sono chiamate ad applicare, la richiesta di una loro riattivazione è sorretta da da molteplici ragioni.

In primo luogo- fa notare l'ANMVI-  si tratta di categorie di servizio strettamente connesse ad altri Codici ATECO, che sono ripartiti o che non sono mai state sospesi come l'ATECO 75.00 delle attività veterinarie, le quali possono prevedere la prescrizione di interventi riabilitativi comportamentali nell’animale da compagnia basate sull’intervento multi-disciplinare di istruttori e riabilitatori cinofili, in collaborazione con il Medico Veterinario Esperto in Comportamento curante.

Sono poi categorie funzionali al mantenimento del benessere animale (es. pratiche professionali per la pulizia e l’igiene degli animali da compagnia e dei cani in particolare) o alla ripresa della mobilità sociale e di numerose attività lavorative dalle quali discende l'esigenza di affido di animali da compagnia a strutture di custodia o detentori/affidatari privati (dog sitting/pensioni/asili).

Non va poi trascurato che l’emergenza Covid-19 ha indotto alcuni enti territoriali a considerare le strutture di custodia e detentori/affidatari privati (es. pensioni), in caso di temporanea separazione dall’animale da compagnia per positività al virus SARS Cov-2, anche con l'obiettivo di non gravare sui canili sanitari e sui rifugi.

D'altra parte- conclude l'ANMVI- la circolare del Ministero della Salute (DGSAF) del 15 maggio scorso, dispone la ripresa di attività ludico-sportive che coinvolgono i cani (ad esempio agility), le IAA (Interventi Assistiti dagli Animali) che giocoforza richiedono che i profili professionali sopra elencati siano autorizzati a rientrare in attività.

Considerando che in Fase 2 sono state riammesse ad operare le associazioni per la protezione degli animali (Codice Ateco 94.99.60) l'ANMVI ritiene che non sussistano elementi ostativi nemmeno per la riattivazione uniforme su tutto il territorio nazionale di tutte le attività di servizio agli animali del Codice 96 e affini.

La lettera è indirizzata alle Commissioni Salute e Attività Produttive della Conferenza delle Regioni e ai Dicasteri della Salute e dello Sviluppo Economico.
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