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CORTE D'APPELLO DI FIRENZE

Errore diagnostico e danno affettivo al proprietario

Errore diagnostico e danno affettivo al proprietario

Un errore diagnostico nella gestione clinica di un cane affetto da tumore può generare un risarcimento per danno morale al proprietario. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Firenze, che ha ribaltato la sentenza di primo grado del Tribunale di Lucca condannando due veterinari al pagamento di circa 9 mila euro complessivi, tra danni e spese legali.

La vicenda riguarda un Rottweiler seguito per mesi nel 2019 senza una corretta diagnosi, nonostante il progressivo peggioramento delle condizioni cliniche. Solo dopo il trasferimento presso una clinica svizzera e l’esecuzione di una Tac è emersa la presenza di un tumore nella cavità nasale, trattato sperimentalmente fino al peggioramento irreversibile che ha portato all’eutanasia nell’aprile 2020.

Secondo i giudici, una diagnosi tempestiva avrebbe potuto ridurre le sofferenze dell’animale e prolungarne la vita, mentre la condotta dei sanitari è stata ritenuta caratterizzata da una non adeguata valutazione dei sintomi. Il risarcimento riconosciuto riguarda però non il danno subito dall’animale, ma quello patito dal proprietario per la lesione del rapporto affettivo e per il conseguente patema d’animo.

Nelle motivazioni, la Corte respinge anche la tesi difensiva secondo cui gli animali non avrebbero coscienza del dolore, richiamando il principio, ormai consolidato anche dal legislatore, degli animali quali “esseri senzienti”. La pronuncia della Corte d'Appello di Firenze rafforza l’orientamento giurisprudenziale sul valore giuridico del legame affettivo uomo–animale e sulle responsabilità professionali in ambito veterinario.