Dopo l'Intesa sul Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, la prima scadenza per le Regioni è il 31 maggio: impegno formale al suo recepimento nei piani regionali.
La Conferenza Stato Regioni, il 21 maggio scorso, ha dettato la road map del
Piano nazionale della prevenzione (PNP) 2026-2031, fissando le scadenze e le modalità di attuazione. La sicurezza alimentare e la sanità pubblica veterinaria figurano nei macro obiettivi del Piano, con un occhio di riguardo per il contrasto alle Malattie Trasmesse dagli Alimenti (MTA) e la convivenza sociale con una consistente popolazione di animali da compagnia.
Malattie Trasmesse dagli Alimenti -MTA- Rappresentano un obiettivo prioritario della politica sanitaria nazionale e del Piano Nazionale della Prevenzione 2026- 2031. In Italia l’impatto delle MTA è sottostimato a causa di sintomi spesso lievi, la mancata prescrizione di esami coprologici, la disomogeneità nei protocolli diagnostici di laboratorio e, infine, la sotto notifica da parte delle strutture sanitarie per via del carico di lavoro. Le nuove tecnologie rendono necessario rafforzare la collaborazione tra autorità competenti, laboratori di riferimento ed epidemiologia, così da migliorare la rapidità ed estensione delle allerte epidemiche a livello regionale, nazionale e transnazionale.
L’esperienza nei Dipartimenti di Prevenzione mostra che la principale criticità nella gestione di episodi e focolai di MTA è legata alle difficoltà operative, che spesso impediscono un
adeguato coordinamento tra i Servizi.L’integrazione di medici, veterinari, biologi, tecnologi alimentari, chimici e altre professionalità è fondamentale e rappresenta un’applicazione concreta del paradigma One Health, migliorando l’identificazione delle fonti alimentari e rafforzando la sorveglianza e la prevenzione nel lungo periodo.
Animali da compagnia, zoonosi e aggressioni- L’aumento degli animali da compagnia e la stretta convivenza domestica/urbana determinano benefici ma anche un potenziale rischio di esposizione alle patologie a carattere zoonosico che colpiscono questi animali. I mutamenti climatici degli ultimi anni hanno ampliato l’estensione di patologie a trasmissione vettoriale quali la leishmaniosi. La diffusione capillare dei social media ha mutato le modalità di adozione degli animali da compagnia, riducendo progressivamente la funzione dei rifugi che si ritrovano spesso impossibilitati ad accogliere altri animali mentre quelli già presenti permangono a lungo, a volte per tutta la vita. Adozioni non sufficientemente consapevoli e incapacità di gestione di
alcune tipologie di cani, anche a seguito di episodi di aggressività/morsicature, determinano numerose rinunce di proprietà da parte di cittadini.
Oncologia comparata- La condivisione degli ambienti espone uomini e animali agli stessi contaminanti ambientali, fattori di rischio per malattie croniche e tumori, una delle principali emergenze di sanità pubblica. L’oncologia veterinaria assume un ruolo chiave nell’oncologia comparata (approccio One Health) poiché tumori di cane e gatto presentano caratteristiche simili a quelli umani. Esistono solo alcuni registri tumori locali (Genova, Ivrea, Verona-Vicenza, Umbria, Marche), mentre dal 2013 è attivo il sistema nazionale NILOV, coordinato dal Centro di Referenza Nazionale per l’Oncologia Veterinaria e Comparata (CEROVEC) e dal Ministero della Salute, basato sui referti istologici degli IIZZSS e di alcuni Dipartimenti di Medicina Veterinaria. Tuttavia, la copertura territoriale è parziale e i dati sono incompleti.
Road Map e strumenti operativi per i Piani regionali- A supporto della predisposizione e del monitoraggio dei Piani Regionali della Prevenzione (PRP), il Ministero della salute rende disponibili una piattaforma web-based, documenti e format, in particolare il documento di traduzione operativa dell’approccio all’equità in salute (allegato 1 del Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031).
Le principali scadenze attuative del primo anno sono:
-entro il 31 maggio 2026, le regioni e le province autonome recepiscono la presente Intesa con apposito atto, che preveda la condivisione e l’impegno all’adozione, nei Piani regionali della visione, dei principi, delle priorità e della struttura del Piano nazionale della prevenzione.
-entro il 30 settembre 2026, le regioni e le province autonome inseriscono in piattaforma le informazioni relative alla pianificazione regionale, secondo il format previsto.
-entro il 30 novembre 2026, il Ministero esamina la pianificazione regionale, anche proponendo eventuali integrazioni alle regioni e alle province autonome.
-entro il 31 dicembre 2026, le regioni e le province autonome adottano con apposito atto il Piano regionale.
-entro il 31 marzo di ogni anno (2028-2031), le regioni e le province autonome documentano lo stato di avanzamento nella realizzazione dei Piani regionali al 31 dicembre dell’anno precedente.
-entro 90 giorni dall'Intesa- Il Ministero della salute avvia, entro 90 giorni dall’adozione dell'Intesa, la collaborazione con l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) per definire i criteri sugli standard per la rideterminazione delle dotazioni organiche dei Dipartimenti di Prevenzione.
INTESA_E_PIANO_NAZIONALE_DELLA_PREVENZIONE_2026_2031.pdf2.58 MB