La LAV ha diffidato il Presidente della Regione Puglia dall'attuare la rimozione straordinaria dei nidi di Parrocchetto monaco. La specie, aliena invasiva, sta causando danni economici.
Secondo LAV, il provvedimento "appare illegittimo, privo di basi scientifiche e in contrasto con la normativa sulla tutela degli animali". La diffida presentata dall'associazione protezionista evidenzia infatti che questo uccello non è inserito né nell'elenco europeo né in quello nazionale delle specie esotiche invasive, rendendo errati i riferimenti normativi utilizzati dalla Regione per giustificare le misure di intervento.
Il contesto- A maggio, la Regione Puglia ha emanato le
"Prime linee di indirizzo per la gestione, il controllo e la rimozione dei nidi di Parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus)". La Giunta spiega che questa specie, classificata a livello nazionale come aliena invasiva, è in rapida espansione sul territorio regionale e sta causando significativi danni economici, in particolare alle produzioni frutticole. Inoltre, a causa delle dimensioni e della composizione dei nidi coloniali, si registrano crescenti rischi strutturali per le infrastrutture, pericoli per la pubblica incolumità e rischi biosanitari legati all'accumulo di deiezioni.
La rimozione e smaltimento dei nidi- In vista di un Piano Regionale di Gestione completo, la rimozione dei nidi è autorizzata in via straordinaria ed esclusivamente in caso di:
- Pericolo per la pubblica incolumità: rischio di crollo o distacco su aree frequentate o strade;
- Danni alle infrastrutture: interferenza critica con coperture, monumenti o reti elettriche;
- Danni all'agricoltura: gravi impatti accertati sulle produzioni agricole in aree rurali.
A causa del rischio igienico-sanitario, il materiale rimosso non può essere smaltito nei rifiuti urbani o nei rifiuti verdi. Deve essere trattato come Sottoprodotto di Origine Animale (SOA) e conferito a ditte specificamente autorizzate.
Operatività- Gli interventi sono a carico dei Comuni per le aree di proprietà pubblica e a cura e spese dei proprietari/detentori per le aree private. I lavori devono essere eseguiti da personale tecnico qualificato. La Regione rilascia un visto preventivo dopo aver accertato l'assenza di specie autoctone protette all'interno dei nidi.
Elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza nazionale- Al momento in Italia non è ancora stato istituito un elenco nazionale. Il Ministero dell'Ambiente fa riferimento all'elenco di rilevanza unionale, nel quale non figura il Parrocchetto monaco. Negli ultimi anni sono sempre più frequenti le notizie di impatti alle colture dei parrocchetti dal collare e dei parrocchetti monaci. Alcune Regioni italiane (
Toscana in primis) hanno attivato piani di contenimento del parrocchetto dal collare. Secondo un
rapporto Ispra del 2025 non sono disponibili dati ufficiali né ufficiosi sull’ammontare dei danni arrecati al comparto agricolo, i costi di gestione e l’efficacia delle azioni intraprese.
Foto: Ispra.gov