Attenuata la criticità nei molluschi bivalvi, negative le altre matrici. Raccomandazioni invariate: la cottura "non è un’opzione, è una necessità salvavita".
I dati confermano il target del rischio: il pericolo è legato ai frutti di mare. Lo rende noto l'Istituto Zooprofilattico di Portici che
pubblica i primi dati di laboratorio, dopo la diffusione del
virus dell’Epatite A (HAV) in Campania. I dati, aggiornati al 27 marzo, indicano una "specificità del rischio" e che "la criticità è concentrata",
I dati su 273 campioni - Il Dipartimento di Sicurezza Alimentare dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM) ha potenziato le attività di laboratorio. I risultati dei campionamenti effettuati per intercettare la presenza del virus nelle diverse matrici alimentari circolanti sul mercato regionale, sono riferiti a 273 campioni.
Di questi, sono state completate e refertate le analisi su 204 unità, mentre altre 69 sono "
sotto la lente dei nostri tecnici nei laboratori di Portici".Su 204 campioni analizzati, sono state riscontrate 9 positività al virus HAV, e tutte riguardano esclusivamente la filiera dei molluschi bivalvi. Al contrario, tutte le altre matrici alimentari finora analizzate sono risultate completamente negative. "
Risultano al momento completamente negativi i test effettuati su tutte le altre tipologie i alimenti analizzate".Il laboratorio sta attualmente processando altri 68 campioni, che includono 24 molluschi, 34 vegetali, 4 lotti di frutti di bosco e 6 campioni di sushi. È inoltre in fase di accettazione un ulteriore campione di vegetali a foglia.
Allerta reale, ma senza allarmismi- Il dato del 5,5% di positività riscontrato esclusivamente nei molluschi bivalvi conferma la correttezza dell’allerta lanciata nei giorni scorsi. Questi organismi, filtrando grandi quantità d’acqua, agiscono come veri e propri “bio-accumulatori” di particelle virali. "
Questo permette di tranquillizzare i cittadini che, sebbene l’allerta sia reale, risulta circoscritta a un target ben preciso"- afferma una nota dell'Istituto.
Trasparenza e rigore scientifico- «I dati odierni confermano l’efficacia del sistema di sorveglianza e ci permettono di isolare – dichiara il Direttore Generale prof.
Giuseppe Iovane – con precisione la fonte del rischio: la filiera dei molluschi bivalvi. Sebbene le altre matrici come verdure e frutti di bosco siano al momento negative, manteniamo alta la guardia con ulteriori 69 test in corso. La trasparenza verso il cittadino e il rigore scientifico restano le nostre priorità per contenere la diffusione del virus».
Raccomandazioni invariate - Alla luce di queste evidenze scientifiche, l’IZSM ribadisce "con forza":
-Cottura completa il calore è l’unico modo per inattivare il virus nei molluschi.
-Tracciabilità acquistare solo prodotti certificati e tracciati.
-Igiene mantenere elevati standard di igiene personale e nelle cucine.
L’Istituto continuerà a fornire aggiornamenti costanti man mano che i 68 campioni attualmente in corso verranno refertati dai laboratori.
Epatite A, misure urgenti e informazioni ai cittadini