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INDAGINE EFSA

Ittici, consumatori UE poco attenti al rischio-mercurio

Ittici, consumatori UE poco attenti al rischio-mercurio
I consumatori europei superano le quantità di pesce e frutti di mare raccomandate. Fattori come gusto, costo e abitudini prevalgono sui comportamenti consigliati.  

Una nuova indagine dell'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) analizza la frequenza con cui i cittadini dell'UE consumano pesce e frutti di mare che possono contenere mercurio. Gli esperti hanno anche sondato il livello di conoscenza delle raccomandazioni nazionali sulla quantità di queste specie da includere nella propria dieta settimanale. L'indagine- i cui risultati sono stati pubblicati oggi-  parte da una richiesta della Commissione europea.

Il contesto dell'indagine- Le consultazioni scaturiscono dal confronto tra la Commissione UE e gli Stati membri dell'UE sui livelli massimi consentiti di mercurio e sull'adeguatezza della valutazione del rischio a cura di Efsa. L'obiettivo è di dare una base scientifica alle linee guida dietetiche nazionali per consentire ai consumatori europei di trarre beneficio dal consumo di pesce e frutti di mare, riducendo al minimo l'esposizione al mercurio.
L'indagine ha intervistato soprattutto donne in gravidanza (e in allattamento) perché il feto è la fascia più a rischio rispetto al mercurio, sebbene assorba anche importanti nutrienti dal pesce e dai frutti di mare presenti nella dieta della madre. L'esposizione al metilmercurio, la forma più pericolosa di mercurio, può comportare un ridotto sviluppo cerebrale e neurale nel feto e nei bambini piccoli.

Frequenza del consumo di pesce e frutti di mare-  "Il 60% degli intervistati nei 29 Paesi ha dichiarato di consumare pesce e frutti di mare" spiega Sofia Ioannidou, esperta EFSA di consumi alimentari e coordinatrice della ricerca. "Circa un terzo di quei consumatori (il 34% degli adolescenti e degli adulti, e il 33% delle donne in gravidanza) ha dichiarato di consumare le specie ittiche con i maggiori livelli di contaminazione da mercurio tre o più volte a settimana. 

Quanto pesce/frutti di mare si dovrebbero consumare?- La maggior parte delle autorità nazionali dell'UE raccomanda di consumare non oltre 1-2 porzioni a settimana dei pesci e frutti di mare contenenti i limiti di mercurio più elevati (1,0 mg/kg di peso umido del pesce) oppure 3-4 porzioni di specie con limiti di mercurio inferiori (0,5 mg/kg o 0,3 mg/kg di pesce).  Alle donne in gravidanza viene spesso raccomandato di sostituire l'assunzione di pesci di grossa taglia con pesci più piccoli che contengono meno mercurio.

Conoscenza delle raccomandazioni alimentari -   "Sebbene molti consumatori abbiano affermato nel sondaggio di aver sentito parlare delle raccomandazioni del proprio Paese e di tenerne conto nelle scelte alimentari, altri fattori come il gusto, il costo e il desiderio di una dieta sana risultano predominanti nei cambiamenti delle abitudini alimentari"- dichiara Angela Bearth, membro del comitato scientifico dell'EFSA. "Si tratta di un fenomeno comune per cui gli intervistati dicono una cosa ma il loro comportamento indica che occorre prendere in considerazione altri fattori"- aggiunge.

Conoscenza dei benefici e dei rischi per la salute
 - I benefici per la salute derivanti dal consumo di pesce e frutti di mare comprendono lo sviluppo delle funzioni cognitive e immunitarie nell’infanzia e la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari nell’età adulta; Il sondaggio ha testato la conoscenza da parte degli intervistati dei diversi benefici e rischi per la salute legati al consumo di pesce e frutti di mare, per valutare quanto le raccomandazioni alimentari risultino comprese e recepite.
 "Nel complesso- aggiunge  Bearth - sono più i consumatori (circa 5 su 10) che conoscono i benefici per la salute di questi alimenti di quelli (circa 1 su 10) che ne conoscano i rischi, sebbene il mercurio risulti il contaminante più noto in essi. Le risultanze sono coerenti con gli studi precedenti che hanno indagato il tema nei Paesi europei".

Avvertenza- Il rapporto finale invita a tenere conto che le consultazioni presentano sempre margini di incertezza sulla rappresentatività. Inoltre, il rapporto evidenzia importanti differenze tra i Paesi sia in termini di consumo che di conoscenza delle raccomandazioni. Di queste risultanze dovranno tenere conto le autorità sanitarie nazionali nell'informare i consumatori e nell'adozione di alcune possibili strategie descritte nel rapporto.

Frequency of consumption of different fish, crustacean and mollusc species contributing to methylmercury exposure and consumer awareness of national advice on their consumption