Sarà esaminata dalla Commissione Giustizia della Camera la seconda relazione annuale sull'equo compenso. Attuazione incompiuta. Proposte migliorative.
Il Ministro della Giustizia
Carlo Nordio ha inviato al Parlamento la
seconda relazione annuale sull'equo compenso, redatta ai sensi della
legge 21 aprile 2023, n. 49 in vigore da maggio del 2023. La relazione- riferita al 2025- è stata elaborata dall'Osservatorio nazionale sull'equo compenso e descrive la seconda annualità intera di applicazione della legge.
Alla stesura del documento hanno partecipato le rappresentanze di tutte le professioni. Anche la FNOVI ha inviato il proprio contributo e nei giorni scorsi ha anticipato la pubblicazione del documento. La relazione sarà discussa dalla Commissione Giustizia.
Quadro generale- La relazione riflette uno scenario ancora in movimento dal punto di vista attuativo, mentre l'evoluzione della giurisprudenza ha segnato una svolta decisiva con la
pronuncia del Consiglio di Stato secondo il quale la disciplina dell'equo compenso non è in antinomia con la disciplina dei contratti pubblici. Ciò comporta la legittimità del vincolo per le pubbliche amministrazioni di aderire ai parametri di equo compenso stabiliti per ciascuna professione.
Convenzioni standard- Fra tutte le rappresentanze professionali, il Consiglio Nazionale del Notariato è stato il primo ad adottare una convenzione standard, come prevede la legge sull'equo compenso, a tutela del prestatore d'opera professionale; la convenzione era stata adottata già nel 2024 nei confronti del settore bancario.
Le altre professioni sono orientate a definire modelli standard di convenzione, ma i lavori sono ancora in progress.
La FNOVI ha comunicato di non avere adottato modelli standard di convenzione.
Adeguamento dei codici deontologici- Gli Ordini e i Consigli Nazionali che nel proprio Codice Deontologico non contemplavano previsioni sull'equo compenso hanno riferito di avere provveduto o di avere avviato la modifica. La FNOVI ha precisato che l’articolo 52 in tema di onorari professionali del codice deontologico del Veterinario – adottato prima della legge sull’equo compenso- è già coerente con le finalità di fondo della normativa. E' tuttavia in corso un aggiornamento del Codice per renderlo pienamente aderente alla legge 49/2023.
Procedimenti disciplinari- Solo il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e il Consiglio dei Commercialisti hanno avviato procedimenti disciplinari per violazione da parte di propri iscritti sull'equo compenso. La FNOVI ha comunicato di non disporre di dati statistici relativi a procedimenti disciplinari instaurati dopo l’entrata in vigore della legge sull’equo compenso né vi è evidenza dei contenziosi in sede giudiziaria.
Proposte migliorative- Il Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili ha trasmesso alcune proposte migliorative della legge 49/2023 per far diventare l’equo compenso uno strumento di tutela della dignità del lavoro dei professionisti anche in un’ottica costituzionale (articolo 36 Cost.).
La disciplina dell'equo compenso è contenuta nella riforma degli ordinamenti professionali in corso di emanazione. La FNOVI ha chiesto in audizione sul Ddl Schillaci che il tema venga inserito anche nella riforma delle professioni sanitarie.
Il Notariato sta invece lavorando all’emanazione di una norma sul termine di prescrizione per l’esercizio dell’azione di responsabilità professionale, allo scopo di chiarire che quanto previsto dall’articolo 8 della legge sull’equo compenso si applica ad ogni rapporto professionale, indipendentemente dal soggetto con cui viene instaurato, facendo così decorrere tale termine dal giorno del compimento della prestazione da parte del professionista.
Di equo compenso si parla anche nella prima legge nazionale per l'utilizzo dell'
Intelligenza Artificiale in campo professionale.
Relazione sull’attività di vigilanza svolta dall’osservatorio nazionale sull'equo compenso(Anno 2025)
Equo compenso: una scatola vuota? Risponde il Ministro