Dopo la Liguria, l'Abruzzo è la seconda Regione a designare un profilo non Veterinario a capo dei Servizi Veterinari, in aperta violazione della normativa.
Lo rende noto la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari Italiani (FNOVI) che ha presentato una formale diffida contro la Regione.
La nomina di un dirigente farmacista alla guida "ad interim" del Servizio Prevenzione, Sicurezza Alimentare e Veterinaria- decisa con Determinazione del 19 gennaio scorso- "viola apertamente le normative nazionali ed europee"- fa notare la Federazione. Il ruolo di Responsabile del Servizio Veterinario (RSV) non è una semplice funzione amministrativa, ma una figura tecnica che, per legge, deve possedere requisiti soggettivi imprescindibili (laurea in Medicina Veterinaria; relativa specializzazione e qualifica dirigenziale specifica)".
La spiegazione della Regione - La Regione Abruzzo ha giustificato la propria scelta citando norme regionali sulla flessibilità degli incarichi dirigenziali (L.R. 77/99). La FNOVI invece ricorda che la facoltà di conferire incarichi "ad interim" non può derogare ai requisiti di professionalità specifica imposti dalla normativa statale e comunitaria (Regolamento UE 2016/429). L'incarico affidato a un profilo professionale non veterinario si pone in contrasto con il D. Lgs. 136/2022 e con l'Accordo Stato-Regioni del settembre 2025. FNOVI sottolinea come il Responsabile dei Servizi Veterinari sia l'equivalente regionale del Chief Veterinary Officer (CVO) nazionale.
Il precedente in Liguria- Come accaduto anche per la Regione Liguria , in qualità di organo sussidiario dello Stato, FNOVI ha chiesto alla Regione Abruzzo la revoca immediata in autotutela della nomina. In mancanza di un riscontro pronto, la Federazione si è detta pronta ad adire le vie legali e ha già provveduto a segnalare l'irregolarità agli organi di vigilanza del Ministero della Salute.