Il Friuli-Venezia Giulia apre il dibattito su un possibile cambio di paradigma nella gestione della medicina veterinaria.
Con la Proposta di legge n. 75, presentata il 24 marzo 2026 dai consiglieri Liguori, Capozzi, Moretuzzo, Massolino e Putto, La Regione si candida a introdurre un servizio sanitario veterinario di base, integrato nel sistema pubblico.
Alla base del provvedimento c’è una trasformazione ormai evidente: gli animali da compagnia non sono più semplicemente presenze domestiche, ma componenti attive del benessere individuale e sociale. Un ruolo che si riflette soprattutto nelle fasce più fragili della popolazione, dove la relazione uomo-animale contribuisce a contrastare solitudine e marginalità.
A fronte di questo cambiamento culturale, il sistema dei servizi veterinari mostra però alcune fragilità. L’accesso alle cure resta disomogeneo e spesso complesso, soprattutto nelle situazioni di emergenza o nelle fasce orarie meno coperte, come le ore notturne e i giorni festivi. A ciò si aggiunge una dimensione economica non secondaria: il costo delle prestazioni può rappresentare un ostacolo concreto per una parte della popolazione, con ricadute che vanno dall’incuria involontaria fino, nei casi più estremi, all’abbandono degli animali.
La proposta di legge interviene proprio su questi nodi, con l’obiettivo di garantire un livello essenziale e uniforme di assistenza su tutto il territorio regionale. Il modello delineato prevede l’attivazione di un servizio pubblico in grado di rispondere alle emergenze veterinarie, in particolare nei casi di animali feriti, incidenti stradali o situazioni che richiedono interventi tempestivi.
Uno degli elementi più innovativi riguarda l’istituzione di strutture di pronto soccorso veterinario attive ventiquattr’ore su ventiquattro, collocate presso gli ospedali hub del servizio sanitario regionale. Si tratterebbe di presidi dotati di personale e attrezzature adeguate alla gestione delle urgenze, in una logica che avvicina sempre più la sanità animale a quella umana.
Accanto a queste strutture, il disegno di legge introduce anche le ambulanze veterinarie, pensate per garantire interventi rapidi sul territorio e per supportare le attività delle forze dell’ordine nei casi di incidenti, maltrattamenti o situazioni di pericolo.
Il provvedimento non si limita tuttavia alla dimensione emergenziale. Una parte significativa è dedicata alla prevenzione e alla sensibilizzazione, con l’intento di promuovere una cultura della responsabilità nella gestione degli animali da compagnia e di contrastare fenomeni come il randagismo.
Nel suo impianto complessivo, la proposta si inserisce in una visione sempre più condivisa a livello internazionale, che riconosce il legame tra salute umana, animale e ambientale. Un approccio integrato che guarda alla sanità pubblica in chiave evolutiva e che potrebbe aprire la strada a nuove forme di intervento anche in altre realtà regionali.
Ora la parola passa al Consiglio regionale. L’esito dell’iter legislativo dirà se il Friuli-Venezia Giulia sarà tra i primi territori italiani a dotarsi di un sistema strutturato di sanità veterinaria pubblica di base, segnando un possibile punto di svolta per l’intero settore.
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