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piccioneIn risposta ai danni ambientali e ai rischi sanitari paventati dall'IZS spezzino, il Comune attua un inedito piano di emergenza.
Il progetto prevede il posizionamento di gabbie in alcuni punti strategici, normalmente vicini ai luoghi di approvvigionamento del cibo. I piccioni vi rimangono, senza poter più spiccare il volo ma potendosi alimentare grazie a riserve di mangime. Ogni quindici giorni il «carico» dei volatili molesti viene trasferito dalle piazze spezzine alle voliere della Erre2 Sas di Modena, azienda specializzata in consulenze ambientali. L'accordo prevede infatti che gli animali siano mantenuti in vita prima, durante e dopo il 'trasloco'. E in merito alla destinazione lascia aperte diverse possibilità, passibili di modifiche e approfondimenti: l'azienda che ha ricevuto l'incarico di catturare i volatili — e che per assolvere a questa funzione riceverà 21mila euro nell'arco di 12 mesi — può mantenerli infatti in voliera fino al decesso naturale, cederli a privati o liberarli in oasi.

E' questa la soluzione d'emergenza al problema dei piccioni del Comune di La Spezia, in alternativa a quelle basate sulla distribuzione di mangime antifecondativo e mai attuate per un contenzioso con la ditta fornitrice.
Alla fine di aprile il direttore dell'Istituto zooprofilattico spezzino aveva scritto una lettera indirizzata al Comune nella quale si rimarcano i «danni ambientali» e i «rischi sanitari» potenzialmente collegati alla contaminazione fecale di strade, piazze e palazzi, provocata da una popolazione decisamente in sovrannumero. «Il piano — spiega l'assessore all'ambiente Laura Ruocco - è stato concepito in modo da garantire azioni integrate che tutelino il valore della biodiversità nel contesto urbano».

Nel lungo termine, con un impegno di spesa di 5mila euro, e la collaborazione della Lipu, è previsto, l'aggiornamento del censimento, con l'individuazione delle aree di nidificazione e la messa a regime di un programma di informazione e sensibilizzazione rivolto a tecnici e cittadini. In parallello, e grazie a uno stanziamento di 3mila euro, l'Istituto zooprofilattico spezzino si è assunto l'incarico di eseguire accertamenti di carattere sanitario, finalizzati a escludere rischi per la salute pubblica, tanto su esemplari vivi catturati a scopo scientifico quanto su carcasse di animali trovati morti (è prevista anche l'analisi di campioni di feci raccolte sui balconi delle case del quartiere).