L'Associazione degli enti di previdenza dei professionisti chiede una legge per attribuire alle Casse poteri di riscossione analoghi a quelli dell’Inps. I crediti contributivi rappresentano meno del 3% degli attivi di bilancio delle Casse di previdenza dei professionisti. A rilevarlo è l’Adepp, l’associazione degli enti di previdenza privati italiani, in occasione del convegno “Il bilancio delle casse previdenziali: linee guida sui crediti contributivi e passaggio alla contabilità Accrual”, organizzato ieri dalla dalla Commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali.
Nel corso del convegno il presidente dell’Adepp, Alberto Oliveti, ha auspicato un intervento normativo per attribuire alle Casse poteri di riscossione analoghi a quelli dell’Inps: “La Corte costituzionale, con la sentenza n. 7 del 2017 e con la recente sentenza n. 29 del 2026, ha ribadito che gli enti previdenziali privati e l’Inps hanno pari dignità, svolgendo una funzione pubblicistica. Anche se le Casse presentano già elevati livelli di efficienza nella riscossione, è giusto che possano iscrivere direttamente a ruolo i crediti relativi ai contributi obbligatori”. Attualmente gli avvisi dell’Inps costituiscono titoli immediatamente esecutivi, mentre le Casse devono ricorrere all’Agente della riscossione o all’autorità giudiziaria per ottenere un titolo esecutivo.
Crediti verso gli iscritti- Secondo il Centro studi Adepp- che ha analizzato i bilanci di tutte le Casse aderenti, tra cui Enpav- i crediti oggetto di recupero sono complessivamente pari al 2,96% degli attivi al 31 dicembre 2024. Tutti i crediti verso gli iscritti sono oggetto di recupero attivo da parte delle Casse. In particolare, il 36,6% è gestito tramite procedure interne, il 43,5% è affidato all’Agente della riscossione e il 19,9% è oggetto di recupero giudiziale.